Russia, tutta un’altra cultura: rischia l’errore della Turchia

giovedì 18 agosto 2011 · Politica

L’espansione della Formula 1 porta il circus in Russia a partire dal 2014: una vittoria del governo dopo 22 progetti falliti, un rischio imprenditoriale e organizzativo considerato che il Paese è a secco in fatto di cultura dei motori.

“Non ci sono infrastrutture per il motorsport, non ci sono formule propedeutiche e nemmeno il karting è sviluppato. Ecco perché c’è un bell’investimento da considerare prima di spingere per il Gran Premio”.

Parla Oksana Kossatchenko, la manager di Vitaly Petrov. Nell’intervista esclusiva su gpupdate.net avverte: “La Russia ha una cultura diversa rispetto agli altri Paesi. Il problema non è solamente la costruzione del circuito (a Sochi, ndr). Quello che mi preoccupa di più è la preparazione del pubblico”.

Rispetto all’Europa, e in particolare rispetto all’Inghilterra, “in Russia non ci sono neanche i media specializzati nel motorsport. (…) Se non ci sono i media non c’è il pubblico. E se non c’è il pubblico si rischia di avere le tribune vuote”.

Praticamente quello che è successo con la Turchia che dal 2005 a oggi non ha sviluppato interesse nei confronti della Formula 1 e che dall’anno prossimo perde il Gran Premio di Istanbul.

Ecclestone già avverte l’India che debutta a fine ottobre: “Lì la Formula 1 è una novità. Ci vorranno grossi sforzi per generare interesse. Con il cricket (che è sport nazionale, ndr) non possiamo competere, ma possiamo arrivare molto vicini a quei livelli”.

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