2012, la Ferrari schiera Rory Byrne contro Adrian Newey. Ma è un segreto

giovedì 29 settembre 2011 · Mercato

Rory Byrne è la risposta del Cavallino a Newey. Di nuovo. Ha già progettato le rosse più forti della storia nell’era di Schumacher quando Maranello se la giocava con la McLaren e Newey lavorava per Woking. Torna alla ribalta adesso che la Scuderia cerca risultati e soprattutto idee per tenere testa alla Red Bull.

Attualmente consulente del Cavallino, Byrne non si è mai allontanato dalla Ferrari dopo la ristrutturazione del 2006. Ma il suo ruolo è rimasto marginale. Nel 2012 no, perché Pat Fry chiede – anzi pretende – che Byrne abbia più voce in capitolo nella gestazione della nuova macchina.

Che però ufficialmente è partorita da Nicholas Tombazis dopo l’esonero di Aldo Costa, senza ulteriori revisioni nei rapporti d’organigramma. Montezemolo a Monza ha detto: “Ci sono alcune modifiche da apportare, ma non sono relative alle posizioni principali”, dal momento che a Maranello “abbiamo scelto la via della stabilità”.

Anche perché Stefano Domenicali difende l’immagine “del lavoro di squadra”: punta su un progetto condiviso piuttosto che sull’estro del singolo. Per cui l’estensione delle responsabilità di Byrne non è ufficiale. Però Joan Villadelprat su El Pais la dà per certa.

Le novità: linea di cintura dell’abitacolo più bassa, secondo le esigenze dettate da Fernando Alonso; aumento dell’interasse per accelerare il riscaldamento delle gomme che sulla rossa è un dramma; sospensione posteriore con schema pull-rod come quello che la Red Bull impiega dal 2009 in abbinamento al retrotreno basso. Su intuizione – ovviamente – di Newey.

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