Barrichello chiude la carriera in Formula 1. Gli highlights di vent’anni nel circus

sabato 21 gennaio 2012 · Amarcord

Alla fine la spunta Bruno Senna e per il 2012 la Williams si sbarazza di Rubens Barrichello. Che adesso praticamente chiude con la Formula 1: “Sto fermo un anno, poi – promette – corro da qualche altra parte”. Emotivo e volubile. Pure il suo curriculum è un ottovolante, dalla vittoria di Hockenheim nel 2000, ai risultati mancati che spesso non dipendono dal suo controllo.

Donington 1993. Si mette in luce sotto la pioggia, nella gara in cui Ayrton fa un capolavoro di guida. È terzo quando la pressione della benzina lo condanna a fermarsi.

Imola 1994. Sbatte alla Variante Bassa nelle libere. Se la cava con la frattura del setto nasale e una costola incrinata. Il giorno dopo muore Ratzenberger; domenica Senna.

Spa 1994. In qualifica nel diluvio, è in pole position con la Jordan. In gara si ritira per testacoda dopo 19 giri mentre è secondo dietro a Schumacher.

Monte-Carlo 1997. Ancora acqua. E lui ancora fa la differenza: scatta decimo e porta la Stewart al secondo posto. Nega la doppietta alle Ferrari. Al traguardo arrivano solamente in dieci.

Germania 2000. In griglia è diciottesimo, poi sul bagnato rimonta e risale tutto lo schieramento, grazie anche a un fantasma che si materializza in mezzo alla pista. Vince su gomme d’asciutto. È la prima affermazione della carriera.

Zeltweg 2002. Fa la pole e conduce tutta la corsa davanti a Schumacher. Jean Todt lo frena sul traguardo e gli impone la ragione di squadra: è l’unico sorpasso che subisce in tutto il campionato.

Interlagos 2003. Resta a secco mentre è al comando. Si gioca la migliore chance di vincere la corsa di casa. Poi la pioggia innesca un pandemonio e trionfa Fisichella.

Silverstone 2003. Una prestazione da urlo, in un’altra corsa pazza come quella di Hockenheim del 2000. Il commento di Todt: “L’inutile Rubens è tornato utile”.

Monte-Carlo 2005. Subisce il sorpasso di Schumacher alla chicane del porto all’ultimo giro, nella lotta per il settimo posto. E là comincia l’insofferenza verso il Cavallino.

Silverstone 2008. Quando c’è la pioggia c’è anche lui: mette la Honda sul podio, merito pure di un capolavoro di strategia pensato da Ross Brawn.

Valencia 2009. Torna a vincere dopo 5 anni. Con la Brawn si aggiudica un confronto serrato con Hamilton. Ma è tardi per vedersela con Button nella corsa al Titolo. Tardi anche per dare una svolta alla carriera.

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