Ayrton Senna sulla Ferrari, il matrimonio impossibile che il Drake già sognava

lunedì 6 febbraio 2012 · Amarcord

La vita è fatta di occasioni sfiorate. La Formula 1 di contratti mai firmati. Ad Ayrton Senna è mancata “la meta ben definita”, come lui stesso l’aveva chiamata a ottobre del 1993 nell’intervista alla Folha de São Paulo: “E non posso rivelarla per non renderla impossibile”.

Senna pianificava il futuro: l’imprenditoria dopo la Formula 1. Prima di smettere però cercava la Ferrari. E la Ferrari l’aveva cercato. Nelle memorie del Drake c’è scritto: “Senna è la stella nascente. Giovane, audace esibizionista ogni tempo. Al coraggio unisce un talento tecnico che sta affinando e che lo porterà lontano”.

Nel 1984 nel paddock a Detroit, per il Cavallino si scomoda Mauro Forghieri. In prima persona e soprattutto in gran segreto: “Fu una delle rarissime volte in cui presi iniziativa. Il bello fu che Ayrton si dimostrò disponibilissimo, anzi onorato delle mie attenzioni”.

La settimana dopo, Maranello invece conferma Arnoux e Alboreto. Di matrimonio si ridiscute nel ’90: Ayrton firma un precontratto con Cesare Fiorio che all’inizio del 1991 lascia la squadra dopo quattro corse per via dei contrasti con Prost. Salta tutto un’altra volta.

Poi a Maranello nel 1993 arriva Jean Todt: pure lui punta Senna per la rinascita del Cavallino. Stavolta il patto viene firmato sul serio: “Io ero arrivato da poco in Formula 1. Quando conobbi Ayrton – racconta Todt – era il mese di settembre del ’93. Erano i giorni del Gran Premio d’Italia. Lui aveva 33 anni e un contratto già firmato con la Williams per il 1994”.

Perciò pure quello con Todt è un altro incontro segreto: “Ci fu una lunga discussione. L’obiettivo era convincere Ayrton a venire da noi nel ’95. Rimasi impressionato dalla misura in cui un personaggio della sua dimensione fosse così interessato alla Ferrari, nonostante all’epoca andassimo veramente male. Nel ’93 avevamo solo il nome”. Per Senna bastava.

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