L’anno delle papere: perché Ferrari e le altre hanno lo scalino sul muso

martedì 7 febbraio 2012 · Tecnica

Lo scalino sul muso, il becco di papera, il naso con la gobba. Esteticamente imbarazzante, l’adottano già 8 squadre su 12, perché la filosofia tecnica dell’ornitorinco è quella che per il momento detta il passo nel paddock.

Secondo la nuova normativa della FIA che regolamenta le proporzioni dei musetti, l’altezza del telaio immediatamente a valle del cockpit deve misurare 625 mm dal fondo piatto, ma entro una distanza di 150 mm deve scendere a 550.

Dice Peter Sauber: “Disegnare quel gradino è inevitabile”. Ma la McLaren è riuscita a modellare comunque una forma più armonica senza discontinuità.

Alla presentazione della Caterham, spiegava Mike Gascoyne: “I musetti devono essere più bassi per motivi di sicurezza, ma è anche indispensabile tenere il telaio alto per far passare più aria possibile sotto il corpo vettura. Ecco perché siamo arrivati a questa forma”. Caterham come anche – in ordine di apparizione – Ferrari, Force India, Sauber, Lotus, Red Bull, Toro Rosso e Williams.

Quello che cambia da un telaio all’altro è il raggio di raccordo tra il gradino e il muso. La Ferrari ha lo stacco più aspro. Ma Nicholas Tombazis assicura: “Io mi sono già abituato a vederla. Questa è pure una soluzione brutta da vedere, ma è molto efficiente dal punto di vista aerodinamico”.

Nel 2014 i musetti dovranno stare ancora più giù perché nella proposta di modifiche tecniche non ancora ratificate, la Federazione chiede che la punta del naso non stia a più di 25 cm da terra.

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