Mercedes, il vantaggio del doppio DRS: aiuta in curva più che sul dritto

martedì 17 aprile 2012 · Tecnica

Da Shanghai il doppio DRS che manda in stallo l’ala anteriore oltre che quella posteriore ha il timbro ufficiale della FIA. Per cui se Ferrari e Red Bull andassero a rifare le scocche per installare i nuovi scarichi, nel telaio potrebbero pensare pure di integrare i condotti per il soffiaggio forzato come ha fatto la Mercedes.

Ross Brawn assicura: “È una cosa semplice”. Ma comunque minimizza: “Bilanciato coi costi, per gli altri che non l’hanno previsto dall’inizio potrebbe non valerne la pena perché il contributo alla prestazione è limitato al periodo in cui si utilizza il DRS” che indirettamente libera le canalizzazioni per soffiare aria in alta pressione dal retrotreno all’anteriore.

In gara per regolamento l’alettone mobile è limitato alla zona designata dalla FIA oltre che vincolato al distacco dalla macchina davanti. Nelle prove e nelle qualifiche invece è libero, per cui le valutazioni bisogna riferirle all’attacco alla pole position. E sia in Australia che in Malesia la prestazione della Mercedes era crollata per via degli errori di Rosberg e Schumacher.

In Cina il rettilineo sotto le tribune dei fiori di loto è lungo 1175 metri, quindi in teoria l’apporto del doppio DRS doveva comunque apprezzarsi più che a Melbourne e Sepang. Ma in qualifica allo speed-trap la Mercedes era decima con Schumacher che faceva segnare 314.1 km/h e tredicesima con Rosberg a 313.8. Perez con la Sauber invece transitava a 322.4 ed era il migliore.

Perché non è strettamente sul dritto che si legge il vantaggio della W03 che potendo ridurre la deportanza in misura maggiore rispetto alle squadre che non hanno il sistema f-duct e si limitano al DRS, carica di più l’assetto di base e così guadagna nel tratto misto. Poi in rettilineo alleggerisce le ali e sfreccia con una penetrazione aerodinamica che è comunque migliore rispetto a Red Bull, Ferrari e McLaren.

E si spiega così la prima fila di sabato. Brawn prima della gara rimarcava: “Rosberg ha fatto un secondo settore straordinario”. Nella parte centrale della pista, dalla curva 6 alla staccata della 11, Nico aveva il record, ma risultava il più rapido anche nell’ultimo segmento, quello dello speed-trap.

Però diceva: “È abbastanza chiaro che in gara non saremo veloci come nelle prove”. Per via delle restrizioni sull’attivazione del DRS, ma anche perché tutto il paddock si aspettava che sulla distanza la W03 mandasse le gomme in pappa troppo presto.

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