Gran Premio d’Ungheria 2013, gara

domenica 28 luglio 2013 · Race highlights

La previsione di Autosprint era gloriosa per le lattine e nefasta per lo spettacolo: “La Red Bull farà doppietta con mezzo minuto di vantaggio sul resto del mondo”. Invece l’Ungheria regala la prima affermazione di Hamilton in uniforme Mercedes. Lauda gli tesse le lodi: “Il merito è suo, la gara l’ha vinta lui”. Secondo Raikkonen e terzo Vettel: uno recrimina sulle qualifiche, l’altro sul ritmo blando di Button che gli sbarra il passo quando le strategie si intrecciano.

L’uomo e il computer. Le simulazioni dicevano che malgrado partisse decimo, Webber la gara poteva vincerla, con il primo stint sulle medie e l’ultimo sulle morbide. Invece resta ai piedi del podio: “Ma non credo proprio che si potesse fare più di questo”.

Gli ostacoli del Cavallino. Nella lotta per la vittoria, la rossa non ci entra mai. Alonso alla fine salva il quinto posto anche grazie al fatto che Grosjean fa di tutto per privarsi dei punti. C’è pure uno strascico giallo, perché Jo Bauer rileva sulla Ferrari un utilizzo non consentito del DRS. Secondo la squadra il problema è di taratura. Sono 15 mila euro di multa, ma con il precedente del Bahrain il sistema di riduzione della deportanza si conferma la bestia nera del Cavallino.

Pasticcio alla francese. All’inizio mette pressione su Vettel, poi impazzisce. Grosjean sorpassa Massa oltre il cordolo e rimedia un drive-through; assesta una sportellata a Button alla chicane e si becca 20 secondi postumi di penalità. Che alla fine non gli cambiano la posizione. Ma il premio per l’intrattenimento è suo.

Cotti a puntino. Caldo, macchè: caldissimo. Quella di Budapest è una gara rovente: 37 gradi l’atmosfera, 51 l’asfalto. Vanno arrosto i motori di Bottas e Rosberg. Paga l’afa anche Gutierrez che si ritira per surriscaldamento.

Por Santiago. Quale originario della Galizia, Gerard Lopez ha promesso un impegno diretto per sostenere le famiglie delle vittime del disastro ferroviario di Santiago de Compostela. E nel frattempo ha voluto che sull’alettone posteriore della Lotus venisse applicato l’adesivo della bandiera della Galizia.

Imposte non imposte. Come già per Starbucks, Amazon e Google, un complesso meccanismo di deducibilità dei prestiti effettuati verso aziende off-shore permette alla società di Ecclestone di versare al fisco inglese lo 0.1% dei ricavi anziché il 24 come prevede la legge. L’ha rivelato l’Independent.

Please don’t go. In un calendario in continua evoluzione, l’Ungheria si mette al sicuro fino al 2021: nell’insolita location dell’Energy Station della Red Bull, il ministro dello sviluppo ha ottenuto l’estensione dell’accordo, ma ha dovuto promettere l’ampliamento del centro medico e dei box.

E alla fine la Concordia. I termini specifici del nuovo Patto della Concordia restano segreti, ma la firma c’è. Ecclestone e Todt hanno stipulato un accordo di massima che resta soggetto all’approvazione finale, ma che nel frattempo riempie il vuoto che si è aperto a dicembre alla scadenza del vecchio trattato.

Le classifiche. Si allarga il gap tra Vettel e Alonso che viene scavalcato anche da Raikkonen. A detta di Horner, c’è anche Hamilton in corsa per il campionato. Cambiano le quote su paddypower.it.

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