Gran Premio d’Italia 2013, gara

domenica 8 settembre 2013 · Race round-up

Era diventata la tappa della vita. Il proclama di Alonso alla vigilia recitava: “Battiamo Vettel oppure mettiamoci a pensare al 2014”. Maranello dopo la corsa di casa oltre al campionato deve recuperare soprattutto il morale di una squadra che tra tensioni e mosse tattiche sbagliate un po’ alla volta scivola nella sfiducia e nella diffidenza. Matador per il Mondiale è realista: “Ci sono più di 50 punti da recuperare. E forse non abbiamo nemmeno il passo per vincere certe gare”.

Incrollabile. La squadra via radio deve frenarlo come spesso è capitato: “Stai andando più forte di quanto ci serve”. Vettel per tutto il pomeriggio guida in controllo assoluto, con un ritmo costante e senza flessioni. Mette a segno la sesta vittoria su dodici corse. I tifosi lo coprono di fischi sul podio, lui replica con la stessa classe con cui corre: “Più ci contestano, più significa che siamo stati bravi”.

Disperato. Al via cambia diverse traiettorie, ma la passa liscia. Alla Roggia si libera di Webber e gli pizzica le bandelle dell’anteriore. Massa gli dà strada sul rettifilo. Per prendere Vettel però Alonso non ha colpi in canna. Allora la Ferrari sposta in avanti la sosta e spera nel finale su gomme fresche: “Quando non hai niente da perdere – dice Nando – cominci a provare delle cose diverse”. Ma è una mossa disperata che regala altri 5 secondi a Vettel e mette in pericolo pure il secondo posto perché riporta Webber negli scarichi di Alonso.

In trappola. È pesante la battuta d’arresto per Hamilton che corre senza la radio, fora una gomma e prende solo due punti. Sulle chance di lottare per il Mondiale non si fa illusioni: “Per me è finita”. Raikkonen arriva undicesimo, recrimina per l’esperimento col telaio a passo lungo; in gara paga la collisione alla partenza.

Interventi in parco chiuso. Massa cambia il motore e ne monta uno già usato: il regolamento lo consente senza penalità nel limite degli otto propulsori a stagione. Ma in base all’articolo 26.4e l’unità vecchia non può essere più utilizzata né in qualifica né in gara prima dell’ultimo appuntamento del Mondiale. La Scuderia suda anche per il motore di Alonso perché sabato sera ravvisa un’anomalia nei sensori. Sia Vettel che Webber invece sostituiscono la quinta, la sesta e la settima marcia, ma in gara per stare tranquilli dovevano anticipare le cambiate.

Old fashion. Sauber, Force India e Williams hanno impiegato i pacchetti aerodinamici con cui avevano gareggiato nel 2012. In tempi di carestia vince l’arte di arrangiarsi.

Le classifiche. Il trend delle quote sulla Formula 1 dopo il risultato di Monza: Vettel continua a scendere, passa da 1.35 a 1.04. Salgono gli altri: Alonso a 17, Hamilton a 26, Raikkonen a 100. Per i bookmakers il Mondiale è già finito.

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