Perez non arriva a mani vuote: Telmex entra in Force India

lunedì 23 dicembre 2013 · Mercato

Ha fatto i bagagli a novembre, non senza polemica quando la McLaren ha puntato su Magnussen, la settimana scorsa s’è spostato in Force India: “Ma fino all’ultimo ho temuto di restare a piedi”. L’obiettivo è uno solo: “Contare su una macchina forte e dimostrare ai top team che posso essere l’uomo giusto“. Perché al di là delle dichiarazioni d’ufficio che citano un accordo su base pluriennale, Sergio Perez il 2014 lo vede solo e soltanto come una stagione di transizione.

“Tra qualche anno, guardando indietro vorrei poter dire che questa è stata la cosa migliore che potesse capitare per la mia carriera”. Intanto è la cosa migliore che potesse capitare a Force India perché Checo non arriva a mani vuote e ha le spalle coperte da Carlos Slim.

L’ingaggio è di quelli che sono destinati a modificare radicalmente la veste grafica di tutto il team, non solo quella delle vetture: “Tradizionalmente – spiegava Mallya a Londra – le macchine e la squadra hanno portato diversi loghi dei proprietari di Force India. Ma stiamo prendendo un’altra direzione”. Lo anticipava anche Perez: “Telmex ha fatto parte della mia carriera da sempre. Quindi mi aspetto ci sia ancora”.

Force India viene da un anno travagliato. A gennaio s’era diffusa la notizia che Ecclestone stesse lavorando per favorire la cessione del team da Mallya a una cordata di imprenditori internazionali che piazzassero Colin Kolles al vertice della squadra.

Un mese dopo – quando pure il Wall Street Journal s’è interessato alle compagnie di Mallya, soprattutto al caso di Kingfisher Airlines – il team aveva sottolineato: “Non c’è connessione tra quello che succede nei business di Mallya e quello che fa la sua squadra Formula 1. Non riusciamo a far passare questo messaggio”. Mallya nel 2012 organizzò un party mentre la sua compagnia aerea soffriva la crisi. E spiegò: “Se un’attività per qualche motivo non rende, non è detto che si debbano chiudere anche le altre”.

Resta il fatto che in India le voci sul tracollo dell’impero di Mallya sono perenni. Non se la spassa nemmeno Subrata Roy che attraverso Sahara Group possiede il 42.5 per cento della squadra. Ha i capitali congelati a seguito di un intervento delle autorità indiane a favore del rimborso degli investitori. Nella gestione di Force India, una mano da parte di Carlos Slim male non gli fa.

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