Quattro squalifiche e tanto veleno: vent’anni fa il primo titolo mondiale di Schumacher

giovedì 13 novembre 2014 · Amarcord

Rientra da un fuoripista, sterza deliberatamente contro la Williams di Damon Hill, rischia di capottare ma la mette ko e vince il mondiale: è il 13 novembre del 1994, Michael Schumacher con la Benetton timbra ad Adelaide la prima affermazione iridata di un pilota tedesco nel mondiale di Formula 1.

“Brutale, spietato, farebbe qualsiasi cosa per vincere. Però – dice Bernie Ecclestone – se riesce a convivere con quello che fa, tanto piacere”.

Il risultato diventa definitivo solo dieci giorni dopo, quando la Fia conferma l’ordine d’arrivo perché non ha elementi per giurare sulla volontarietà della manovra di Michael. Ma sono dieci giorni in cui in effetti il titolo di Schumi non è mai in bilico “perché le regole – dirà Max Mosley nel 2007 – una volta erano altre” e perché la Williams non presenta mai un reclamo ufficiale. Spiega Patrick Head:

Avevamo considerato una protesta formale. Alla fine lasciammo correre per via di quanto era successo prima. Perché il 1994 era stato un anno terribile. In altre parole… Senna era morto su una nostra macchina a Imola, non pensavamo fosse giusto che Damon vincesse il campionato quell’anno. A maggior ragione, non era il caso che lo vincesse in tribunale.

Fosse stata un’altra stagione, o se anche Ayrton non fosse morto su una macchina nostra, allora credo che avremmo inoltrato il reclamo.

È avvelenato comunque quel campionato. Proprio Michael sul ruolino di marcia ha quattro corse in meno per squalifica. La prima la busca a Silverstone quando passa Hill nel giro di riscaldamento e rimedia la bandiera nera. Che non rispetta e che alla fine gli costa l’esclusione. Più avanti, in Belgio la Federazione gli cancella la vittoria perché lo scalino del fondo piatto è usurato oltre il limite di un millimetro. Schumi deve saltare anche Monza ed Estoril.

Non è tutto. Perché sulla Benetton per tutta la stagione grava il dubbio del controllo di trazione. Senna in Giappone dopo il ritiro se n’era rimasto alla prima curva dietro le barriere: ad ascoltare, col sospetto che un’anomalia effettivamente ci fosse.

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