Ferrari vara il nuovo organigramma: fuori Fry e Tombazis. L’ufficio stampa ad Antonini

martedì 16 dicembre 2014 · Mercato

Allison, Raikkonen, Resta, pochi altri. Non sono tantissimi gli elementi che sopravvivono dopo l’anno della burrasca. Scompaiono dal nuovo organigramma di Maranello anche Pat Fry e Nichols Tombazis. Non c’è scritto espressamente che la squadra li ha cassati, ma quelle che una volta erano le loro responsabilità adesso sono ufficialmente attribuite ad altri.

James Allison per esempio conserva la direzione tecnica, ma si accolla ad interim pure le attività in pista che spettavano a Fry; il responsabile della progettazione invece diventa Simone Resta e di fatto subentra a Tombazis. L’altra pedina fondamentale è Mattia Binotto, in sostanza prende il testimone di Luca Marmorini che è uscito ad agosto.

È una nuova organizzazione “più piatta – la definisce il sito della Ferrari – con responsabilità chiare”. E in effetti l’impressione dall’esterno è che diversi ruoli spesso si sono sovrapposti lasciandone scoperti degli altri.

Le novità della prima riforma di Maurizio Arrivabene comunque si spingono anche oltre le incombenze tecniche: Renato Bisignani esce dall’ufficio stampa e passa alla nuova Direzione Commerciale; lascia l’incarico ad Alberto Antonini, la firma storica di Autosprint.

È lui che adesso deve riqualificare le relazioni con i media, estirpare la supponenza atavica delle note di Maranello, aprire la Scuderia a un rapporto più trasparente e più onesto. Prima coi giornalisti e poi coi tifosi.

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