Varchi non presidiati dai commissari: così uno spettatore s’è infilato in pista a Singapore

domenica 20 settembre 2015 · Gran Premi

La foto ha iniziato a circolare su Twitter, è difficile risalire a chi l’abbia lanciata nelle maglie della rete, mostra un varco non presidiato tra le recinzioni intorno al circuito di Singapore. Uno di quei varchi l’ha oltrepassato senza fatica il ragazzo sbandato – inglese, 27 anni, ubriaco – che incoscientemente s’è conquistato il suo attimo di celebrità attraversando il tratto sull’Esplanade Drive e facendosi qualche metro a piedi, indisturbato, tra la curva 13 e la curva 14.

L’ha visto benissimo Vettel e s’è spaventato: “Credo abbia scattato una foto. Spero sia venuta bene. Incredibile. In quel punto passiamo a 280 all’ora. Forse è il caso di bloccare meglio le tribune”.

È una falla gravissima nella sicurezza, la Fia comunque non commenta. Il punto è che i varchi d’accesso sono previsti dal regolamento per consentire ai commissari di entrare sul circuito in caso d’emergenza. Normalmente vanno piantonati. La foto invece mostra che sotto le tribune non c’è il presidio degli addetti al percorso e il cancelletto è già sbloccato.

È la seconda volta nell’anno che qualcuno riesce a violare i limiti del circuito. Ad aprile è successo in Cina nelle prove libere: un uomo ha attraversato il rettilineo principale, ha scavalcato – pure con una certa agilità – il muretto della pit-lane e s’è presentato al box della Ferrari per chiedere di provare la macchina.

In tema di invasioni di pista in Formula 1 la storia recente racconta pure il caso del disoccupato che gettava i volantini di protesta contro la Mercedes a Hockenheim nel 2000; quello di Neil Horan col cartello della Bibbia a Silverstone nel 2003; ancora Jimmy Jump detto “El Saltador”, con uno striscione sul rettilineo di Barcellona nel giro di ricognizione nel 2004. E in passato i commissari si sono fatti sfuggire anche dei cani, a Interlagos, a Istanbul e Jaypee.

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