Omaggio a Michael Schumacher, le cinque vittorie più belle e importanti della carriera

domenica 3 gennaio 2016 · Amarcord

Compie 47 anni, da due la sua vita non è più la stessa. Michael Schumacher continua a lottare, le condizioni di salute restano riservate per quanto, periodicamente e cinicamente, quella parte malata e venale della stampa continui a sbandierare “esclusive verità” che la famiglia rigetta. Giustamente. Piovono oggi gli auguri da tutto il mondo all’indirizzo di un campione che ha lasciato il marchio nel cuore e nei record. Le vittorie, per esempio: 91, un primato, ognuna racconta una storia. Difficile fare selezione delle migliori. Ma queste sono tra le più belle e importanti della carriera. #ForzaSchumi

Gran Premio del Belgio 1992. Schumacher corre da un anno esatto. A Spa fa un fuoripista per la pioggia e viene superato da Brundle che guida l’altra Benetton. Gli guarda le gomme, nota che sono alla frutta, va ai box e cambia le sue. È la trovata che gli vale la prima affermazione nella categoria.

Gran Premio di Spagna 1996. La Ferrari non è la macchina migliore in condizioni d’asciutto. La pioggia l’aiuta a Barcellona nel 1996, Schumacher fa il resto. Scatta terzo, sbaglia la partenza e scivola al nono posto alla prima curva. Dodici giri dopo è in testa. Vince nonostante faccia una sosta in più rispetto agli avversari e nonostante abbia uno scarico menomato. È il suo primo successo al volante della rossa.

Gran Premio d’Ungheria 1998. Non lasciano scampo alla Ferrari le qualifiche di Budapest, Schumacher è terzo dietro alle McLaren, chiaramente non ha il passo per il vincere. E invece Ross Brawn il giorno dopo cambia la strategia in corso d’opera, aggiunge la terza sosta quando capisce che è quella l’unica invenzione che può ribaltare il risultato. Col ritmo formidabile che imprime Schumacher, è un azzardo che funziona.

Gran Premio del Giappone 2000. Suzuka decide le sorti del mondiale tra Schumacher e Hakkinen. In qualifica è per loro la prima fila, li separano solo 9 millesimi, il preludio a una disfida equa e affascinante. Al via Schumi perde la leadership con la solita partenza a rilento, prima del secondo pit stop deve mettere in fila una serie di giri record per riprendersi il comando. Con la vittoria è matematicamente irraggiungibile in classifica. È il primo iridato del cavallino dai tempi di Scheckter, dopo un periodo oscuro di 21 anni.

Gran Premio di Cina 2006. Si capovolge il fronte rispetto alle qualifiche, Schumacher vince l’ultima gara della carriera, la novantunesima, pareggia con Alonso in classifica a Shanghai. Non sarà iridato, il motore lo lascia a piedi a Suzuka. Ma chiude da leone il primo atto.

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