La Fia risponde alla Ferrari sulle sospensioni intelligenti della Mercedes: “Vietate, probabilmente”

mercoledì 4 gennaio 2017 · Tecnica

Si apre con una questione burocratica e tecnica la corsa al prossimo mondiale. Il prologo è dell’anno scorso: la Mercedes attraverso il terzo elemento della sospensione sotto il vanity panel trova il modo per controllare lo spostamento verticale e prolungare la vita delle gomme, in pratica replicando l’effetto delle sospensioni interconnesse, il sistema fric che la Fia aveva bandito a Hockenheim nel 2014.

È una soluzione che lavora sui due assi in maniera indipendente, senza che siano collegati. Come fric, ma senza fric. Tant’è che la Fia non l’ha mai bandita e non l’ha mai trovata sospetta.

Si allaccia qui la lettera della Ferrari che alla vigilia di Natale anziché a Babbo Natale scrive al potere sportivo e cita esplicitamente il vecchio fric, per chiedere se congegni vari di molle a smorzatori che “determinano un effetto simile a quello di fric pur senza richiedere una connessione fra anteriore e posteriore” sono da considerarsi illegali oppure si possono riversare sui progetti del 2017.

La strategia è la solita: puntare il dito chiedendo un’informazione senza fare accuse esplicite. Fatto sta che il riferimento a quella trovata della Mercedes l’hanno letto tutti.

Whiting s’è preso qualche giorno, alla fine ha risposto con una circolare che i team hanno fatto trapelare anche ai media: il sistema su cui la Ferrari chiede lumi “sarebbe probabilmente in violazione dell’articolo 3.15″, quello sui dispositivi mobili, esattamente lo stesso cavillo che sempre Whiting citava nel 2014 nella lettera che apriva il dibattito e anticipava il bando di fric.

Applicato in retrospettiva, il punto di vista della Fia non necessariamente implica che la Mercedes per metà stagione nel 2016 abbia adottato un sistema irregolare. Qui si parla di un’evoluzione, un’estremizzazione. E comunque l’anno scorso nessuno, nemmeno la Ferrari, ha mai preso ufficialmente posizione né ha provato a dimostrare che l’interpretazione di Stoccarda fosse troppo ardita.

Però adesso per il 2017 si apre una disputa che può danneggiare anche la Red Bull. A meno che qualcuno non dimostri alla Fia che il sistema della Mercedes non lavora come l’ha descritto la Ferrari, non si qualifica come un dispositivo mobile, non rientra nei divieti dell’articolo 3.15 e “probabilmente”, come scrive Whiting, non va vietato.

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