Meno pit stop, forse più sorpassi: le conseguenze pratiche delle gomme più larghe

venerdì 13 gennaio 2017 · Tecnica

La novità più evidente in tema di gomme è la larghezza, passa da 325 a 405 mm al posteriore, da 245 a 305 mm all’anteriore. Ma le Pirelli del 2017 cambiano anche dentro. Cioè dal punto di vista delle mescole, perché dopo sei anni di pneumatici a consumo accelerato la filosofia della Fia di concerto con le squadre e la Fom di Ecclestone adesso è quella di andare in direzione esattamente opposta.

Pirelli insomma recepisce una nuova direttiva, Paul Hembery già anticipa la riduzione del numero dei pit stop:

We feel that the overheating aspect will be such that there will be less degradation, probably fewer tyre changes. That wasn’t the brief the first time around, we were asked to basically not go quicker in corners, create thermal challenge, create a challenge. Now we’ve almost moved in the opposite direction where it’s less thermal degradation, more stability.

Meno degrado e più stabilità che significano più possibilità d’attacco. E forse più sorpassi. Anche perché, teoricamente, una gomma che ha un’impronta a terra del 25% in più dà pure il 25% del grip in più. Il resto deve farlo la nuova aerodinamica, però su questo punto la previsione non è univoca.

Ad ogni modo, la rivoluzione può comportare un periodo di transizione, un tempo di assestamento prima che le squadre trovino la quadra. Come nel 2012 che ha visto sette vincitori diversi nelle prime sette gare. Sempre Hembery, dall’Autosport International:

There will be a lot of people trying to hide their true performance level or maybe wondering what they need to do because they can’t even get close to some of the teams who are maybe sandbagging. It’ll be more when we get to China and Bahrain before we see the true performance of the cars.

Resta un grosso punto interrogativo – in questo caso più preoccupante – sulla sicurezza delle gomme da bagnato, quel nodo su cui più volte i piloti hanno sollevato la discussione.

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