Come si legge la nuova grafica della Formula 1: cosa significano colori e quadratini

venerdì 24 marzo 2017 · Mass media

Nuova proprietà, nuove gomme, nuove macchine soprattutto. Ma c’è anche una novità grafica al Gran Premio d’Australia per il via dell’epoca più social della Formula 1. Ovvero: nel widget del cronometraggio del giro, quello che la regia internazionale può personalizzare in funzione dei piloti che sta seguendo, adesso vengono integrati anche i dati sui settori parziali di ogni intermedio.

Perché gli intermedi tradizionali sono tre, ma il cervellone elettronico della Fia – che riversa i dati alla Fom – da sempre li gestisce come cumulativi di più settori corti che approssimativamente misurano 200 metri, i settori a cui fa riferimento anche la direzione gara per una misura puntuale delle velocità in caso di safety car.

Sono informazioni che la Fia e la Fom gestiscono da anni. Ma la regia internazionale non le sfruttava nel timore che la grafica risultasse troppo complessa.

La legenda non cambia: colore verde per il record personale, colore viola per il record assoluto, colore grigio se non c’è evoluzione rispetto al passaggio migliore.

Ogni quadratino è un settore corto, per cui i quadratini sono raggruppati in tre blocchi di lunghezza variabile, i vecchi intertempi appunto. Che nella nuova grafica comunque sopravvivono: li identificano le tre barre orizzontali che scorrono appena sotto i quadratini e si colorano in base alla prestazione. Ma il gap numericamente viene dato solamente al passaggio degli intertempi. Come prima.

Più quadratini e più settori, ma il risultato è che adesso in tempo reale si segue con maggiore dettaglio il progresso sul giro secco. Una prelibatezza soprattutto nelle qualifiche più serrate.

Melbourne,