Gran Premio del Belgio 2017 a Spa: sintesi, risultati, statistiche e classifiche

lunedì 28 agosto 2017 · Race round-up

A tirare le somme, è da 10 in pagella Vettel a Spa. Senza lode però. Segue Hamilton come un’ombra malefica, mette in pista un ritmo forsennato che nemmeno la Ferrari s’aspettava su un circuito tecnicamente favorevole alla Mercedes, intravede un’opportunità – l’unica – dopo la safety car, non va a segno perché Gigino gioca di furbizia. E malizia.

L’ordine d’arrivo. Vince Hamilton su Vettel e Ricciardo, a punti Raikkonen, Bottas, Hulkenberg, Grosjean, Massa, Ocon e Sainz. Ritirati Wehrlein, Verstappen e Alonso.

Il momento chiave. Alla ripartenza dalla safety car, Vettel si mette in scia dopo La Source, ma Hamilton nella discesa prima di Eau Rouge ha l’intuizione che salva la vittoria: “Non ho spinto a fondo, forse al 90 per cento, giusto per tenerlo vicino. Sapevo che non mi avrebbe sorpassato, temeva che gli avrei ripreso la scia”. Infatti Seb vuole mordere all’ultimo momento, rinvia l’attacco al Kemmel, quando ormai è tardi per lo spunto vincente.

Diavolo in me. Come già a Montreal e Baku, se le suonano di santa ragione le Force India, contro l’interesse del team e contro ogni ragionevole precauzione: due volte Perez stringe Ocon verso il muretto dei vecchi box, la prima al via, la seconda al giro 30 quando i danni determinano l’ingresso della safety car. E la squadra adesso minaccia: chi sgarra resta a piedi.

Zitto e paga. Non è d’accordo Raikkonen sulle penalità, 10 secondi di stop-and-go e 3 punti sulla superlicenza per inosservanza delle doppie gialle in occasione del ritiro di Verstappen al Kemmel, sostiene che non ci fossero rischi. E Salo – che a Spa era tra i commissari – giustamente ribatte: “Le regole sono regole, non spetta a lui valutare”.

Questione di risonanza. Nelle libere gli slow-motion hanno catturato le oscillazioni dei pneumatici sui cordoli, è tornato alla mente il caso dell’Austria del 2016, la Williams ha ipotizzato che proprio per effetto delle vibrazioni fosse saltata un’appendice all’ala posteriore. Alla fine Pirelli ha concluso che non ci fossero rischi. E non sono emersi motivi d’allarme nemmeno dalle verifiche a ultrasuoni che ha fatto la Red Bull sulle sospensioni.

Effetto nostalgia. Con casco speciale – metà calotta coi colori del papà, metà coi suoi – Mick Schumacher ha girato a Spa sulla Benetton del 1994, quella del primo mondiale di Schumi. E poi chiaramente la stampa l’ha bombardato con le solite domandine impertinenti…

Le statistiche. Hamilton uguaglia Schumacher a 68 pole, anche se tecnicamente in qualche archivio le pole di Schumi risultano 70 perché 2 le ha perse per infrazioni. Sempre Hamilton, con Spa fa cifra tonda e tocca 200 gare: tra i piloti in attività ha davanti solo Raikkonen a 264 e Alonso a 283.

Le classifiche. Nel mondiale piloti: Vettel 220, Hamilton 213 (-7), Bottas 179 (-41), Ricciardo 132 (-88), Raikkonen 128 (-92). Nel mondiale costruttori: Mercedes 392, Ferrari 348 (-44), Red Bull 199 (-193). Si corre il 3 settembre a Monza.

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