Qualifiche a Monza, è un pomeriggio eterno sotto la pioggia: svetta Hamilton, naufraga Vettel

sabato 2 settembre 2017 · Gran Premi

Bilanciamento, stabilità e freni, erano gli interventi che Vettel chiedeva venerdì sera. Le risposte doveva darle l’ultima sessione di prove, quella che di fatto non s’è corsa per via della pioggia, 45 minuti senza azione per rischio aquaplaning, semaforo verde solo per fare out-in nell’ultimo quarto d’ora.

È un salto nel buio allora la qualifica di Monza, il meteo mischia ulteriormente le carte: dopo 7 minuti è già bandiera rossa, si schianta Grosjean sul rettilineo principale, dice che la sessione non doveva nemmeno partire, parla di sicurezza lui che ha detto no all’halo

Alla fine trascorrono due ore e mezza prima che Whiting – il temporeggiatore – autorizzi la riapertura della pit lane. C’entra evidentemente l’asfalto nuovo del rettifilo, tra la Parabolica e la prima chicane, là il grip cambia drasticamente, l’ha spiegato Mario Isola di Pirelli:

If the roughness of the old tarmac is at 120 percent in the measurement we give to the teams, the new one is 60 percent, so it’s half of the macro roughness. When you have such a big change in roughness you can have this part of the surface that is a lot more slippery compared to the rest of the circuit.

Perciò la direzione corsa sceglie la strada della prudenza. In eccesso di cautela comunque, tant’è che alla ripartenza Verstappen dopo nemmeno cinque minuti già chiede di cambiare le extreme-wet per le intermedie.

Ne viene fuori un pomeriggio al cardiopalma, svetta Hamilton, naufraga la Ferrari: settimo Raikkonen, ottavo Vettel nella classifica assoluta, diventano quinto e sesto per le retrocessioni delle Red Bull, comunque dietro a sorprese rampanti e scintillanti, Stroll in P2, Ocon in P3.

Marchionne ai box diceva: “Questa è la gara più difficile per noi tra quelle che sono rimaste”. E la qualifica doveva ancora partire.

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