Vittorie, pole, podi… e incidenti: le statistiche più curiose del mondiale di Formula 1 nel 2017

lunedì 27 novembre 2017 · Num3r1

L’uomo dei punti… Hamilton nel 2017 è sempre andato a punti, c’era riuscito solo Schumacher nel 2002 e aveva fatto pure meglio, sempre a podio, ma il mondiale all’epoca aveva 17 gare, a metà ottobre le squadre già andavano in ferie…

… e delle pole. Che Hamilton abbia conquistato il record assoluto delle pole position è notizia di dominio pubblico. L’osservazione interessante più che altro è sulla progressione: il bimbo d’oro di Trinidad divora in undici anni il primato che Schumacher aveva fissato in tredici.

Una saetta. E sempre in tema di pole position, a Barcellona la pole di Hamilton ha battuto di 5 secondi e mezzo quella dell’anno scorso: sulla pista di riferimento della Fia, la rivoluzione tecnica centra ampiamente l’obiettivo della prestazione velocistica pura.

Ferrari uber alles. Vettel in Australia prendeva la testa della classifica: in quel momento erano passati 1625 giorni dall’ultima volta in cui un pilota della Ferrari era stato al comando del mondiale, era la vigilia del Gran Premio di Corea del 2012, domenica Alonso avrebbe perso la leadership, definitivamente, proprio a vantaggio di Vettel.

Il trio delle meraviglie. Suona strano, ma i numeri sono inequivocabili: Hamilton, Vettel e Verstappen prima del 2017 non erano mai andati a podio insieme: è successo per la prima volta a Shanghai e comunque solo là.

Spadroneggiare. Geograficamente e sportivamente Monza è casa della Ferrari, ma tecnicamente sono quattro anni che il cavallino subisce: Mercedes nell’epoca dell’ibrido ha fatto sempre doppietta a Monza e ha condotto tutti i giri di gara.

La botta. L’incidente nefasto alla prima curva di Singapore è una pietra miliare. Per tanti motivi. Per esempio non era mai successo in quasi settant’anni di storia della Formula 1 che le rosse si ritirassero insieme al primo giro.

Denti sanissimi. Bottas è il quinto finlandese a inserirsi nella lista dei vincitori in Formula 1: prima di lui Rosberg senior, Hakkinen, Raikkonen e Kovalainen. Il dato interessante è che la Finlandia è la quinta nazione per numero di vittorie dietro a Gran Bratagna, Germania, Brasile e Francia.

Welcome… back. In tema di nazioni, con il debutto di Hartley che ha rilevato Kvyat, la Nuova Zelanda è tornata in Formula 1 a 33 anni dalla partecipazione di Thackwell a Montreal nel 1984. Ma Hartley tutte le gare che ha disputato le ha cominciate dal fondo, per retrocessione per sostituzione di parti varie del motore.

Non pervenuto. È il terzo anno di fila che Alonso salta almeno un Gran Premio: nel 2015 per i postumi dell’incidente ai test di Barcellona, nel 2016 per recuperare dallo schianto di Melbourne, stavolta per correre a Indianapolis.

Arieccomi. Senza correre, Button per la prima volta in carriera è andato a podio a Silverstone. Chiaramente in veste di padrone di casa, la Fom l’ha voluto a condurre le interviste ufficiali.

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