La ragion di stato e l’alibi del blistering: così Mercedes ha deciso a tavolino la vittoria di Sochi

domenica 30 settembre 2018 · Gran Premi

Il momento chiave del Gran Premio di Russia arriva al giro 25, Verstappen è temporaneamente al comando prima del cambio gomme, Mercedes fa gioco di squadra e scambia le posizioni, Hamilton prende la leadership virtuale a scapito di Bottas.

Ufficialmente è una mossa del muretto per salvare Hamilton dal rischio blistering in aria sporca. Del resto, Lewis è reduce dal duello con Vettel, s’è dovuto riprendere con gli artigli la posizione che il box della Ferrari gli ha soffiato con l’undercut.

Mercedes fa risalire a quest’episodio la causa dello scenario imprevisto che poi determina la necessità del ricorso ai giochi di squadra. Wolff a motori spenti chiarisce:

It was one lap too late with Lewis and he lost a position to Sebastian. This triggered the mess, because we came out behind Sebastian. Lewis needed to attack, and that caused the blister and that blister we needed to protect when Seb was all over him.

Ma Bottas a due giri dalla fine, quando la doppietta è in cassaforte, si aspetta il ripristino della gerarchia come a Budapest nel 2017 per il podio. Via radio domanda:

So how are we going to finish the race? Like this?

Il muretto risponde che bisogna finire così. E così finisce. Sempre Wolff, alla fine invoca la ragion di stato:

It is deflating for the driver and it is deflating for a team. But there is a harsh reality also that on such a day you can extend the lead by seven points more, for a championship that has been very tough and very difficult at times and you have to take it and this is what we did today.

Non piace, questa tattica che è vecchia quanto il mondo delle corse. Piace ancora meno quando si mischia all’ipocrisia: Bottas in parco chiuso va a guardare le gomme di Hamilton, di blistering non c’è traccia.

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