Ferrari cancella i loghi del tabacco, l’ultimo dietrofront su una pratica infida che il mondo condanna

sabato 16 marzo 2019 · Paddock

La prima novità è grafica: dalla livrea, dalle tute e dalla denominazione ufficiale della Ferrari che sbarca a Melbourne per il Gran Premio d’Australia sparisce ogni riferimento a Mission Winnow, la campagna astrusa e velleitaria di Philip Morris che attraverso una trovata di marketing geniale – ma non per questo vincente – da cinque mesi ha fatto rientrare dalla finestra le sponsorizzazioni dei prodotti del tabacco in Formula 1 e Moto GP.

È finita come per il codice a barre che mimava il logo di Marlboro dieci anni fa sulle rosse nazionali, Ferrari e Ducati. E cioè: al di là dell’improbabile innocenza e delle buone intenzioni che può professare lo sponsor, l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha sentito puzza d’imbroglio oltre che di fumo, ha messo mano a un comunicato ufficiale e ha ribadito il messaggio alle autorità sportive:

World Health Organisation urges all sporting bodies, including Formula 1 and Moto GP, to adopt strong tobacco free policies that ensure their events are smoke-free and their activities and participants, including race teams, are not sponsored by tobacco companies.

Di riflesso, Ferrari e sponsor il dietrofront l’hanno fatto prima che partisse un’inchiesta ufficiale o una sanzione, il risultato è che Mission Winnow, come anticipava Camilleri al Salone di Ginevra, perlomeno in Australia lascia spazio a un’altra pratica di ripiego su cui Maranello fa scuola, ovvero l’autocelebrazione, nella fattispecie attraverso i loghi per i 90 anni dalla fondazione della Scuderia.

Che in Bahrain, il 31 marzo, si torni alla livrea ufficiale è fatto noto e scontato. Del resto, in certe parti del mondo le regole internazionali non le guarda nessuno. Ad ogni modo, gli sviluppi sono tutti da capire, perché senza citare espressamente Ferrari e Philip Morris, pure la Federazione Internazionale per voce diretta di Jean Todt chiarisce che su certi punti è inflessibile:

Since many years tobacco advertising is forbidden. So I mean I completely support World Health Organisation position. There’s little more we can say on that.

Il punto resta lo stesso: c’è una legge e va rispettata. E chi fa il furbo va punito.

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