Gran Premio del Bahrain 2019 a Sakhir: sintesi, risultati, parole e statistiche

domenica 31 marzo 2019 · Race round-up

Il meccanico che la regia internazionale pesca nel gesto universale di prendersi la testa fra le mani è Francesco Cigarini, è quello che Raikkonen là in Bahrain ha asfaltato l’anno scorso al pit stop. Dolorante, ancora, per una ferita, stavolta morale, che al giro 47 si apre inesorabile e violenta nel cuore quando il motore di Leclerc inizia a dare i numeri e compromette la vittoria. Il sospetto dell’Australia, che la Ferrari fosse stata costretta al passo indietro per scongiurare i vizi tecnici, adesso è certezza.

L’ordine d’arrivo. Hamilton su Bottas e Leclerc, a punti Verstappen, Vettel, Norris, Raikkonen, Gasly, Albon e Perez. Fuori Grosjean, classificati ma ritirati Sainz, Ricciardo e Hulkenberg.

Il momento chiave. A dieci giri dalla fine, Leclerc che sta conducendo con margine di tutta sicurezza sulle Mercedes, chiama il box e segnala “qualcosa di strano col motore”. Comincia là una penosa e drammatica recessione, il terzo posto è salvo solo grazie alla safety car che congela gli ultimi tre giri. E maschera un altro nervo scoperto della SF90 su cui Leclerc nelle interviste non fa mistero, la gestione della benzina:

I think we made the best out of it. I think we’ve been lucky in a very unlucky situation because we had the safety car at the finished because otherwise we would have finished even more rearward. Also I don’t think with the fuel we would have been ok.

Il migliore. Leclerc, formidabile in qualifica, perfetto in gara con l’unico neo di una partenza a rilento. Dalla quale comunque si riprende immediatamente, mangiandosi Bottas e Vettel manco fossero due macchine di una categoria minore. Ma lo sport può essere un gioco atroce.

Il peggiore. Vettel, perché poteva esserci lui in P2 a ereditare la leadership da Leclerc, salvare la giornata della squadra e impedire un’altra doppietta della Mercedes. Invece non c’è perché a metà gara s’è girato per tenere testa a Hamilton, da solo, come più volte un anno fa nei duelli ravvicinati. Il crash dell’ala anteriore mette il suggello a un weekend in cui ripetutamente e amaramente le prende dalla seconda guida dichiarata. Il suo commento:

It was my mistake, I lost the rear, then I spun, and I think during the spin I damaged the tyres so much that I had quite a lot of vibrations which then I think led on to the failure of the front wing.

Pirelli dice. La gara conta 40 pit stop, sono in doppia sosta tutti i piloti che arrivano al traguardo. Lo stint più lungo è di Stroll, 33 giri su gomma media di compound C2. L’annotazione di Mario Isola:

Both Ferrari and Mercedes timed their stops to try and undercut each other, but Leclerc’s performance advantage meant that he was able to make his second stop without losing the lead. There was an ample range of strategies. In fact, only two teams ran exactly the same strategies for both their drivers.

Le statistiche. La prima pole di Leclerc è anche la prima di un pilota di bandiera monegasca, la seconda per età più bassa, perché il record per tre mesi resta a Vettel con la pole di Monza 2008. Segna i primi punti Albon.

Amarcord. Nel 2004 alla prima assoluta in Bahrain, la doppietta l’aveva fatta la Ferrari, che poi non è più riuscita nell’impresa. Appunti di Corsa è il diario dei Gran Premi di F1WEB.it, dal 1950 all’era moderna, in print-on-demand oppure ebook su ilmiolibro.it.

Il prossimo Gran Premio. Domenica 14 aprile a Shanghai, partenza ore 8:10 italiane, diretta esclusiva di SkySport.

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