Miami e Liberty non mollano. Ma il progetto del Gran Premio cambia faccia

giovedì 25 aprile 2019 · Politics

C’è comunione d’intenti tra Miami e Liberty Media, prova tangibile e inequivocabile ne sia il fatto che il sito ufficiale della corsa ha lo stesso layout del sito della Formula 1. Con una sola pagina però, peraltro tristemente ferma al 2018, alla data di un annuncio promettente e lungimirante per lo sbarco sicuro del circo entro un anno.

La realtà dei fatti invece racconta di un iter travagliato, tra rinvii e opposizioni amministrative. La storia, allora: a maggio nel 2018 il comitato per il turismo e l’organismo per lo sviluppo economico danno l’approvazione commerciale, circola il bozzetto della pista che include pure Biscayne Boulevard, dove si è già gareggiato per Formula E, IMSA e Indycar. E dove ad ottobre si esibisce anche Red Bull con Patrick Friesacher in un festival voluto e finanziato da Liberty.

È un progetto a forte partecipazione mediatica, la propaganda attraverso la rete la fa soprattutto motorsport.com che al 5972 di 4th Avenue ha la sede centrale. L’informazione diventa spot.

Tempo due mesi e c’è subito il primo scoglio, il comitato promotore non lo supera, retrocede di fronte alla prospettiva delle azioni legali da parte dei residenti e dei commercianti: perché la Formula 1 non è Formula E, IMSA oppure Indycar, il possibile scompiglio dell’area non ha paragone e va scongiurato. Insomma la scadenza per entrare in calendario nel 2019 passa senza che venga firmato l’accordo.

Ma Liberty quella gara la vuole, per raddoppiare gli appuntamenti negli States è disposta a concedere una serie di agevolazioni finanziarie che fanno innervosire gli altri circuiti.

Il resto è storia d’oggi, la giunta di Miami all’inizio di aprile rinvia la discussione della delibera a maggio, lascia intendere che le acque sono molto mosse, a quel punto i promotori giocano d’anticipo, si muovono prima che il consiglio disponga il divieto. E allora di comune accordo con Liberty decidono per una location più indolore e tuttavia meno scenografica, l’abitato di Miami Gardens, nell’area intorno all’Hard Rock Stadium.

Se va in porto il progetto nella nuova versione, la Formula 1 guadagna un’altra bandierina sul mappamondo e l’Hard Rock Stadium guadagna lo status unico e irripetibile di un impianto sportivo internazionale con football, calcio, tennis, concerti e automobilismo. Può succedere, per il 2020 è una corsa contro il tempo.

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