Tolleranza zero, come voleva Emanuele Pirro: ecco perché la Fia punisce Vettel in Canada

lunedì 10 giugno 2019 · Gran Premi

È il file più cercato e più cliccato sul sito della Fia nella notte tra domenica e lunedì, il documento numero 42 delle 15:51, orario di Montreal, che assegna 5 secondi di penalità a Vettel dopo il fuoripista alla seconda chicane. E dice:

The stewards reviewed video evidence and determined that Car 5 left the track at turn 3, rejoined the track at turn 4 in an unsafe manner and forced car 44 off track. Car 44 had to take evasive action to avoid a collision.

La trascrizione completa delle motivazioni e delle prove non c’è. Quindi si va per ipotesi. Per esempio, magari la Fia ci ha visto intenzionalità. Perché in effetti sono due gli elementi di forte sospetto a carico di Vettel.

Il primo, quella sterzata leggerissima, quasi impercettibile del volante verso destra, dopo che il controllo della macchina è già ripreso. Secondo, l’impressione che quel movimento lo faccia mentre controlla dagli specchietti la posizione di Hamilton, che deve alzare il piede e quindi oggettivamente risulta ostacolato.

Il precedente più vicino è del 2018, cinque secondi a Verstappen che a Suzuka accompagna Raikkonen sull’erba rientrando da un’escursione all’ultima curva.

Ma non c’era stata sanzione a Monte Carlo nel 2016 per Hamilton che in lotta con Ricciardo taglia l’apice della chicane del porto e correttamente – sebbene millimetricamente – lascia rispetto al muretto la larghezza di una macchina. In questo caso, come vuole la norma.

Perché la soluzione che assicura un metro di giudizio più uniforme e metta lo sport al riparo dalle polemiche è una sola, “tolleranza zero e applicare il regolamento alla lettera”: era il 2011 e lo diceva Emanuele Pirro che c’era a Monaco nel 2016 e fatalmente s’è ritrovato in Canada nel pool dei commissari a calare la mannaia sulla Ferrari. Lui che invece secondo la stampa estera non andava nemmeno convocato perché italiano e quindi automaticamente pro Maranello.

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