Mercato, calendari e fantasie: la Formula 1 nell’estate della crisi di governo

giovedì 29 agosto 2019 · Snack news

Talenti tritati. Finisce il tempo di Gasly in Red Bull, malgrado Horner in Ungheria escludesse il rimpasto: invece Albon a sorpresa riceve quella promozione che lui stesso non esita a inquadrare come “surreale”. E la Toro Rosso, che già schiera Kvyat e teoricamente doveva essere un vivaio, si ritrova a bordo due scarti della casa madre. La caserma di Marko si conferma spietata.

Reazione a catena. Si sblocca l’impasse sul contratto di Bottas che guadagna la conferma per il 2020. Mercedes così parcheggia Ocon alla Renault al posto di Hulkenberg. Che andrebbe in Haas con Magnussen. E quello che resterebbe col cerino sarebbe Grosjean.

Un tanto al chilo. Si vendono speranze sugli sviluppi tecnici della Ferrari. Dalla versione italiana di motorsport.com, a firma di Franco Nugnes: la Ferrari per Spa ha guadagnato “un ventina di cavalli”. E ancora: “Promosse parti nuove al filming day”. Ma le parti nuove ai filming day non erano vietate?

Portami dove si corre. C’è un calendario record di 22 gare per il 2020, Liberty trova le date per Hanoi e Zandvoort, resta da verificare il rinnovo di Monza comunque. Intanto sono ufficialmente salve due tappe a rischio: il Messico per tre anni, il nuovo contratto è il risultato di una trattativa che esclude l’impegno della città e cede l’organizzazione ai privati; invece la Catalogna si muove in senso opposto, coi fondi pubblici recupera la gara di Barcellona che era data per spacciata. Ma qui il comunicato parla solo del 2020.

Suggestioni arabe. E per la Formula 1 arriva una manifestazione d’interesse anche dall’Arabia Saudita che fa circolare i rendering di una pista avveniristica e ambiziosa a Qiddiya. Più lunga di Spa, con un passaggio spettacolare sotto una piscina.

Mamma Rai. Da fonte ignota, si fa largo la voce del ritorno della Formula 1 sulla Rai, mera supposizione che si fonda sull’ipotesi che Sky non rinnovi. Il che sulla rete ha generato un’euforia smodata la cui ragione, contrariamente a quanto sarebbe logico aspettarsi, non viene dalla possibilità di riavere le gare live in chiaro, quanto dalla prospettiva di sbarazzarsi della troupe di Vanzini e restituire la parola alla famiglia Mazzoni. Come se di quelle cronache, silenziose e mistificate, si sentisse la mancanza.

Rifacciamolo. McLaren non molla l’Indycar, anzi potenzia l’impegno: per il 2020 il cda approva la partecipazione a tempo pieno in partnership con il team Schmidt Peterson. Anche per riprovarci a Indianapolis e cancellare la mazzata del 2019.

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