Gran Premio del Belgio 2019 a Spa: sintesi, risultati, parole e statistiche

domenica 1 settembre 2019 · Race round-up

Un contrasto di emozioni, il weekend del Belgio offre l’automobilismo sportivo nelle sue forme indissolubili, quella drammatica del rischio con la tragedia di Hubert in Formula 2, quella dirompente dell’agonismo più classico che consacra nell’olimpo un giovanotto terribile e salva la Ferrari dall’ombra di una stagione fallimentare. Grazie pure a un gioco di squadra intelligente e lungimirante.

L’ordine d’arrivo. Leclerc su Hamilton e Bottas, a punti Vettel, Albon, Perez, Kvyat, Hulkenberg, Gasly e Stroll. Fuori Verstappen e Sainz; classificati, ma ritirati, Norris e Giovinazzi.

Il migliore. Charles Leclerc, che alla fine si prende quello che gli avevano negato la meccanica imperfetta in Bahrain e il sorpasso brutale di Verstappen in Austria. D’estate al Corriere svelava: “Ero emotivo, ho dovuto lavorare sul carattere”. E ci vuole un carattere fortissimo per superare un lutto dietro l’altro, Bianchi nel 2015, il papà nel 2017, Hubert oggi:

Losing Anthoine yesterday brings me back to 2005, my first ever French championship, there was him, Esteban (Ocon), Pierre (Gasly) and myself. We were four kids dreaming of Formula 1. We grew up in karting for many, many years. To lose him yesterday was a big shock for me.

Il momento chiave. Al giro 27, Vettel che è andato in testa anticipando il pit stop è in crisi coi pneumatici e lascia andare Leclerc, dopodiché frena Hamilton finché può prima di mettere gomme fresche. In effetti, gli toglie i secondi decisivi che al traguardo fanno la differenza e impediscono l’attacco a Leclerc. Salvando la vittoria di squadra. La nota di Binotto:

Sebastian helped his team mate and he showed yet again that he is willing to work for the good of the team.

Le pagelle. Promosso Albon che al debutto su Red Bull mette a segno un sorpassone sull’erba a danno di Perez, la Fia indaga e archivia. Bocciati Verstappen e Raikkonen che fanno un casotto alla prima frenata, Giovinazzi che all’ultimo giro perde l’Alfa e trova le barriere.

Pirelli dice. La gara conta 22 pit stop, solo Vettel, Hulkenberg e Stroll ne fanno due. Lo stint più lungo è di Ricciardo, 42 giri su 44 con gomma media di compound C2. Un’osservazione di Mario Isola, che tra le righe spiega il crollo delle prestazioni di Vettel:

One of the big challenges today was adapting to very different weather conditions to what we had seen previously this weekend, which made wear and degradation rates quite tricky to anticipate.

Il lutto. Racing for Anthoine, è l’adesivo commemorativo che hanno voluto tutti, sui caschi e sulle macchine. Leclerc prima del via abbraccia la mamma di Hubert, la vittoria alla fine ha una dedica ovvia e giustissima. Il momento più intenso al giro 19, quello del numero di Hubert, quando parte la standing ovation su tutte le tribune con un applauso lunghissimo. Intanto, la Fia annuncia che sull’incidente c’è un’inchiesta interna.

Le statistiche. Leclerc è il primo monegasco ad aggiudicarsi un Gran Premio, nonché il più giovane vincitore sulla Ferrari. Che a Spa non conquistava la prima fila completa dal 2007. Per Mercedes invece arriva il podio numero 200.

Amarcord. Il 1° settembre del 1999, Schumacher prova la Ferrari a Monza, un mese e mezzo dopo l’incidente di Silverstone, riesce a percorrere solo cinque giri, ancora non è pronto. Appunti di Corsa è il diario dei Gran Premi di F1WEB.it, dal 1950 all’era moderna, in print-on-demand oppure ebook su ilmiolibro.it.

Il prossimo Gran Premio. Domenica 8 settembre a Monza, partenza ore 15:10 italiane, diretta di SkySport, e TV8.

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