La vittoria della piazza

mercoledì 4 settembre 2019 · Fuoriformula

Un’onda rossa sotto la Madonnina. Del resto, Vettel aveva chiesto: “Se venite, vestitevi di rosso”. La Ferrari festeggia novant’anni di vita, “Novant’anni di Emozioni” come recita l’etichetta ufficiale, in Piazza Duomo a Milano alla vigilia del Gran Premio d’Italia.

Un maxi party a cielo aperto. Bandiere, cappellini e striscioni. Macchine, quelle che hanno fatto la storia dentro e fuori i confini della Formula 1: la 312 F1 di Amon, la 312 B3/74 di Regazzoni, la 126 CK di Villeneuve, il prototipo Indycar che in America non corse mai, la F2002 di Schumacher, la 750 Monza del 1955.

E poi gli uomini, di ieri e di oggi: Piedone Andretti, Gerhard Berger, Jean Alesi, Eddie Irvine, Luca Badoer, Felipe Massa, Kimi Raikkonen, chiaramente Sebastian Vettel e Charles Leclerc. Dall’Academy, Mick Schumacher che si prende un’ovazione.

Si fa vedere anche chi non guida: la plancia di comando attuale, Mattia Binotto e Piero Ferrari; la plancia vecchia, Luca di Montezemolo.

Gli applausi li prende pure Monza: Aci nella persona di Angelo Sticchi Damiani, e Liberty nella persona di Chase Carey, firmano sul palco di Milano e sulla base di un’intesa di massima che risale a maggio, il rinnovo del contratto che sarebbe scaduto con l’edizione di domenica. Ora Monza ha un Gran Premio fino al 2024 e si libera dell’asterisco nella bozza del 2020.

Domenica la Ferrari questa carica deve metterla in pista. Leclerc a Spa ha scacciato lo spettro di una stagione fallimentare senza vittorie, Monza sulla carta è un altro circuito su cui questa rossa – la SF90 che porta nel nome la cifra dell’anniversario – può battere la Mercedes. Ma “le gare – come dice sempre Vettel – non si corrono sulla carta”.

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