Vettel, Leclerc, Senna e gli altri: storie di patti violati, chi li osserva e chi se ne strafotte

martedì 1 ottobre 2019 · Amarcord

Non solo Vettel e non solo Ferrari, la storia delle corse è fatta di giochi di squadra e patti interni che decidono corse e mondiali. Qualcuno li osserva, qualcuno se ne strafotte. Questi i casi più eclatanti prima di Sochi. E quel freschissimo precedente di Leclerc a Monza che può spiegare la rivalsa di Vettel.

Monza 1973. Per tenere contatto in campionato, Fittipaldi ha bisogno di un miracolo e dell’appoggio di Peterson. Chapman promette un cartello a favore di Fittipaldi, il cartello invece non arriva. Vince Peterson, si squarcia definitivamente l’equilibrio alla Lotus.

Jacarepagua 1981. Ci sono le Williams in testa, il muretto espone il cartello per chiedere lo scambio di posizioni, Reutemann sostiene di non vederlo, rifiuta di lasciare la vittoria a Jones che si ribella e diserta la premiazione sul podio. È un contrasto che avvelena tutta la stagione e costa il titolo al team.

Imola 1982. C’è Villeneuve davanti a Pironi, la Ferrari non vuole rischi, allora al muretto spunta il segnale: “Rallentare”. Villeneuve ubbidisce. Pironi no, attacca e va in testa. Spiegherà: “Il cartello significava conservare le macchine con prudenza. Non credo di aver rischiato”. Villeneuve la vive come un tradimento, due settimane dopo si schianta a Zolder.

Imola 1989. Senna e Prost sono in prima fila sulle McLaren, si accordano per non darsi battaglia: chi parte meglio ha il diritto di corda in curva. Al primo via comanda Senna. Al secondo via dopo la bandiera rossa invece scatta meglio Prost. Senna l’attacca e se lo beve alla Tosa perché secondo lui dopo la sospensione la gara non ricomincia ma prosegue, per cui il patto non vale più.

Sepang 2013. Non c’è sorriso nella doppietta della Red Bull: il muretto ordina di congelare le posizioni, “multi 21” è il codice che nel gergo del team indica il settaggio conservativo, Vettel invece attacca Webber e va in testa.

Barcellona 2014. Hamilton conquista la vetta del campionato e batte Rosberg. Sembra tutto limpido, invece a distanza di mesi Rosberg sostiene che Hamilton per batterlo si sia aiutato con una mappatura che la Mercedes aveva proibito.

Monza 2019. In qualifica, Leclerc deve dare scia a Vettel per ricambiare il favore che l’ha portato in pole provvisoria – e poi definitiva – al tentativo precedente. Invece c’è traffico in uscita dai box, Leclerc non si libera, forse con malizia. Allora Vettel decide di passarlo per non attardarsi, alla fine comunque prende la bandiera a scacchi e non fa il giro.

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