Ripartizione di frenata: l’intuizione (o la soffiata) di Racing Point che fa squalificare la Renault in Giappone

mercoledì 23 ottobre 2019 · Regolamenti

C’era una questione che pendeva da Suzuka, il reclamo che Racing Point ha inoltrato alla Fia in merito al sistema frenante della Renault dopo il Gran Premio del Giappone, una questione mica da poco, dai risvolti potenzialmente devastanti per il bilancio annuale e futuro della losanga in Formula 1.

Dalle analisi e dai dibattiti tra le parti, emerge che Ricciardo e Hulkenberg effettivamente intervengono dal volante per attivare un software che modifica la ripartizione di frenata durante il giro, questo che è illegale dal punto di vista sportivo perché costituisce un aiuto, ma comunque il dispositivo non è autonomo del tutto – o preventivamente programmato in funzione del gps – come invece presumeva Racing Point.

Di qui il provvedimento su base puramente sportiva e non tecnica: la squalifica dai risultati del Giappone. E solo da quelli, perché non è dimostrabile che il sistema fosse in adozione già da prima. Renault può fare appello, nel frattempo perde sesto e decimo posto, cioè 9 punti, mentre Racing Point che ha condotto l’azione ne guadagna 4. Che nella guerra dei poveri nella zona bassa della classifica possono significare parecchio, soprattutto alla luce delle dichiarazioni di Perez sull’involuzione della squadra:

I think the disappointed bit comes with the lack of improvement throughout the year. We knew that this year it is a transition year. But it hurts, you know. It is a long year to have that transition.

Racing Point in Giappone sosteneva di aver subodorato la truffa guardando le immagini del camera car. Invece ci sono elementi per ritenere che la soffiata sia arrivata in estate attraverso un nuovo dipendente, ex ingegnere di Renault. Ma resta da capire perché la protesta sia stata formulata solo a Suzuka, almeno due mesi dopo, quando teoricamente si poteva togliere alla Renault quel botto di 22 punti a Monza.

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