Gran Premio del Messico 2019 a Città del Messico: sintesi, risultati, parole e statistiche

lunedì 28 ottobre 2019 · Race round-up

Un altro colpo da pugile navigato, Hamilton vince in Messico di testa, d’esperienza e di strategia: senza reazioni scomposte contro Vettel che alla partenza lo sbatte sull’erba per tenere la scia di Leclerc e senza nemmeno soffrire più di tanto il danno al fondo che gli procura la sportellata di Verstappen. Solo la matematica ancora gli nega la certezza il titolo.

L’ordine d’arrivo. Hamilton su Vettel e Bottas, a punti Leclerc, Albon, Verstappen, Perez, Ricciardo, Gasly e Hulkenberg. Fuori Norris e Raikkonen.

Il momento chiave. Il giro 23, quando Hamilton gioca l’undercut su Vettel che a quel punto sceglie lui il piano e resta fuori altri 14 giri prima della sosta. Non funziona, la strategia giusta ce l’hanno alla Mercedes. E Wolff svela che l’ispirazione l’hanno avuta da… Ricciardo:

We knew we had to do something different. Then we saw Ricciardo going long on the hard tyres with intriguing lap times. Then we had quite some discussion and at the end what the strategist opted for was to go long worked out.

Chi ha vinto. Il Messico. Perché vabbè la cucina ha intossicato sessanta persone, i mariachi nel paddock rompono i cosiddetti, i trofei secondo Vettel “fanno c***re” e l’alzata dell’auto vincente sul podio è una trashata, però una fiesta del genere altrove se la sognano. Lo riconosce pure Hamilton: “Il pubblico migliore”. Ma lui l’ha detto pure agli australiani, agli spagnoli, ai canadesi, ai tedeschi, agli inglesi, agli ungheresi, agli italiani, ai giapponesi, agli americani, ai brasiliani.

Chi ha perso. La Ferrari che spreca ancora nonostante la prima fila e nonostante avesse l’auto più forte sul dritto. La McLaren che dopo il primo giro è sesta e settima e poi chiude senza punti. Verstappen che si fuma il weekend con un’infrazione da bullo in qualifica. L’Alfa Romeo che crolla ancora in tattica e prestazioni.

Le penalità. Nessuna azione per gli episodi della partenza; 10 secondi di retrocessione a Kvyat che all’ultimo giro manda Hulkenberg a muro dopo lo stadio.

Pirelli dice. La gara conta 27 pit stop, lo stint più lungo è di Verstappen, 66 giri – cioè il 93% della corsa – su gomma dura di compound C2. Sulla strategia vincente, la nota di Mario Isola:

The one-stopper was made possible by track temperatures that were warmer than previous days and no more rain, meaning that there was less sliding and reduced graining. Hamilton in particular made the very most of it.

La battuta del weekend. Deve cambiare un bel po’ di cosette la Mercedes sull’auto di Bottas dopo lo schianto della qualifica: ali, sospensioni, colonna dello sterzo, volante, musetto, alloggio della trasmissione, fondo piatto, cinture di sicurezza. Lui arriva nel paddock e dice:

I woke up with a bit of a headache after the crash. But I’m not sure if it was that or the tequila…

Le statistiche. Sono 100 le vittorie della Mercedes in Formula 1, 100 anche i podi di Hamilton con la squadra.

Il prossimo Gran Premio. Domenica 3 novembre ad Austin, partenza ore 20:10 italiane, diretta di SkySport e TV8.

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