Quel fantasma in pista e quella rimonta da manuale di Barrichello sotto la pioggia nel 2000 in Germania

giovedì 30 luglio 2020 · Amarcord

Getta un paio di volantini per aria, passeggia sull’erba della via di fuga e attraversa la pista sul rettilineo verso la prima chicane dove le macchine sfrecciano a 350 all’ora.

È un disoccupato francese di 47 anni, Robert Sehli il 30 luglio del 2000 a Hockenheim con un lenzuolo addosso protesta contro la Mercedes che l’ha licenziato per inattitudine fisica. E mentale, evidentemente. Il messaggio che porta è questo:

La Mercedes conosceva i miei problemi di salute, mi ha proposto un posto che non potevo tenere e mi ha licenziato dopo venti anni di anzianità.

Già a Magny Cours s’è intrufolato in corsia box, ma l’hanno fermato in tempo. Stavolta l’incursione va perfettamente a segno, perché la direzione di gara deve mandare in pista la safety car per una neutralizzazione che danneggia le McLaren di Hakkinen e Coulthard, coi motori della Mercedes.

Se ne avvantaggia la Ferrari di Barrichello, che è partito diciottesimo e vince sul bagnato con gomme d’asciutto. È una prodezza che vale la prima vittoria della carriera e resta una pietra miliare nei suoi vent’anni nel circus. Soprattutto, preserva la leadership iridata di Schumacher che s’è ritirato al via nello scontro con la Benetton di Fisichella alla prima curva.

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