Usura e sassolini di ghiaia: colpe e cause delle forature a Silverstone. Non solo in gara

mercoledì 5 agosto 2020 · Gran Premi

La mente torna al 2013, quando a Silverstone le gomme esplodevano una dopo l’altra, al punto che Charlie Whiting in direzione gara si chiedeva se non fosse il caso di dare bandiera rossa. “Colpa dei team”, disse Pirelli, che accusava le squadre per gli assetti spregiudicati e che alla fine comunque modificò le strutture delle gomme.

Oggi non è come allora, prima di tutto perché certi parametri – camber e pressioni di gonfiaggio, proprio a seguito di quella crisi – vengono imposti per regolamento e la pratica d’inversione dei pneumatici è vietata. Ad ogni modo, la serie di episodi al Gran Premio di Gran Bretagna oggettivamente è severa.

La gomma in questione è sempre la stessa, l’anteriore sinistra. Come nel 2013: è quella che a Silverstone soffre di più. Di Hamilton il caso più eclatante in gara, dopo Bottas e Sainz. Probabilmente nel conto ci va pure Kvyat che sbatte alla curva di Becketts.

E poi chiaramente c’è Verstappen che all’ultimo passaggio viene chiamato dentro d’urgenza: Red Bull fa sapere che sulla sua gomma vengono trovati almeno cinquanta tagli.

È anche più lunga la lista degli episodi se l’esame si estende a sabato, perché risulta che Bottas, Verstappen, Ocon e Vettel fra qualifica e gara devono cambiare un pneumatico per ragioni di sicurezza. Ancora a ritroso, venerdì la Renault aveva trovato una cricca sul telaio di Ricciardo, e forse pure quella è indotta dalle vibrazioni di un pneumatico.

Pirelli s’è presa due giorni per le analisi, alla fine tira in ballo una serie di concause. Fra cui l’usura per l’utilizzo prolungato, per via del fatto che il primo pit stop è arrivato troppo presto per approfittare di una safety car:

The overall result was the most challenging operating conditions for tyres. These led to the front-left tyre being placed under maximum stress after a very high number of laps, with the resulting high wear meaning that it was less protected from the extreme forces in play.

Dopodiché, il resto l’hanno fatto i detriti, evidentemente la ghiaia a Becketts fra la pista e il bordo del cordolo, che è stato modificato rispetto al 2019 e che la Fia ha chiesto di ripristinare per la gara bis, su mescole ancora più morbide. Mario Isola a Racefans dice:

Probably some of the cuts that we found on friday were caused by that and by the fact that some debris was trapped in the kerb obviously some cuts on the tyre. They are working around that, it’s a good action.

Già, ma queste sono sempre gomme da corsa. E Martin Whitmarsh nel 2013 riassumeva benissimo il punto di vista di tutto il paddock: “Sulle piste i detriti ci sono spesso, le gomme li devono tollerare”.

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