Il sospetto: le esigenze televisive dietro le leggerezze della Fia a Istanbul e Imola

lunedì 16 novembre 2020 · Paddock

Non ha insegnato niente l’incidente di Bianchi, evidentemente. È unanime la condanna dei piloti verso la Fia dopo le qualifiche di Istanbul: “Sbagliare è umano, ma un errore del genere – parole di Vettel a Racefans – è intollerabile”.

L’episodio si verifica nella prima eliminatoria: dopo la bandiera rossa le auto vengono rimandate in pista con semaforo verde nonostante il trattore dei commissari stia ancora spostando la Williams di Latifi. Dice Albon:

I imagine that we were trying to make sunset and we rushed everything, but that was silly. I’m sure we could have waited another five minutes for a crane to move.

A sua discolpa, la Fia tramite Michael Masi fa sapere che dalla postazione dei commissari fosse arrivato il via libera alla ripartenza. Più precisamente, l’assicurazione che la zona sarebbe stata sgomberata in tempo. Poi invece il trattore è andato a rilento, per cui la Fia ha anticipato il regime di doppia bandiera gialla dalla curva 8 alla curva 7 per rallentare i piloti.

Resta il fatto che quelle condizioni fossero proibitive e uno scivolone ci poteva scappare benissimo. Con conseguenze drammatiche. Mark Gallagher su Twitter domenica scriveva:

The ramifications of the loss of Charlie Whiting for the sport have been evident on a few occasions.

Già, c’è qualcosa da rivedere nelle procedure della Fia, affinché una criticità – di quelle che Whiting gestiva con esperienza – non diventi una tragedia. E l’allarme è lecito anche alla luce di quanto è successo a Imola, dove le auto autorizzate a sdoppiarsi hanno sfiorato tre commissari che ancora spazzavano la pista dai detriti alle Acque Minerali. Stroll su questo punto diceva:

I wasn’t warned and I wasn’t expecting to see anyone on the track once I got the message that I was allowed to overtake the safety car and catch the back of the train.

A Monte Carlo l’anno scorso Perez quasi asfaltava due commissari nella corsia di accelerazione prima di Santa Devota. La Fia sosteneva fossero entrati in pista senza l’autorizzazione della direzione di gara. Oggi non c’è scusa che tenga, a Imola come a Istanbul: l’impressione è che si volesse accelerare e riprendere l’azione per esigenze televisive.

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