Quelle tredici ore senza pranzo né cena per la prima firma del Patto della Concordia

martedì 19 gennaio 2021 · Amarcord

Il Patto della Concordia compie 40 anni, viene firmato dopo tredici ore, senza pranzo né cena, all’approssimarsi della mezzanotte il 19 gennaio del 1981.

Vede la luce così, il codice minuzioso che assesta il trattamento economico delle squadre, delinea i criteri per la trasmissione delle gare di Formula 1 in televisione e formalizza il principio della stabilità dei regolamenti. Di fatto, chiude la sanguinosa guerra tra Foca e Federazione.

Il nome ne dà atto: Concordia come spirito mitologico di armonia della comunità, oltre che richiamo alla sede della Fisa dove si chiude la trattativa, al numero 8 di Piazza della Concordia a Parigi.

È determinante, per sbloccare l’impasse, il ruolo di Enzo Ferrari che a settembre ha scritto una lettera a Ecclestone per “confermare la disponibilità” a un accordo per la stabilità del campionato. Il Commendatore ha redatto una convenzione in sei punti, per chiedere che la Foca lasciasse cadere ogni azione legale contro la Fisa riconoscendone il ruolo di unico organo di controllo.

Altrettanto significativo, è il fatto che sempre il 19 gennaio, del 2005 stavolta, la Ferrari sottoscriva un rinnovo in privato con Ecclestone e la Fia per assicurarsi più incassi e proteggere il diritto di veto sulle regole, un’arma strategica pericolosa e risolutiva. Montezemolo è radioso: “È il tipo di accordo che inseguivamo”. Ecclestone chiosa: “Abbiamo comprato la loro lealtà”.

Esattamente: è il voltafaccia che rompe con la società dei costruttori, Grand Prix World Championship di cui proprio la Ferrari tramite Fiat s’era fatta promotrice, sotto la guida di Jurgen Hubbert, il papà della Mercedes Classe A, che è scomparso il 15 gennaio a 81 anni.

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