Solo dodici numeri (se li avete ricevuti): il magazine ufficiale della Formula 1 ha già chiuso

sabato 10 aprile 2021 · Mass media

Gli indizi portano verso una sola e desolante interpretazione: la nuova rivista ufficiale della Formula 1 è già morta. Solo un anno, come il camaleonte di Laborde. Dodici numeri in tutto, per chi ha avuto la fortuna di riceverli. La versione italiana è durata anche meno, dopo l’estate già era smantellata.

Le prove: forum e social abbondano di segnalazioni da tutta Europa, di gente che aspetta gli arretrati, il sito ufficiale è irraggiungibile, gli account su Facebook e Instagram sono stati rimossi. Soprattutto, c’è un tweet di James Roberts, il direttore editoriale – a questo punto ex – che il 10 marzo annuncia la fine del suo rapporto con Lifestyle Media House, ma non entra nel merito delle motivazioni:

I’ll no longer be editing The Official Formula 1 Magazine or continuing with the publishers Lifestyle Media House.

It has been a joy to work on and I’ve loved every minute, despite the terrible timing of the pandemic! Thank you to everyone for your support.

Lifestyle è la società che l’anno scorso ha comprato l’esclusiva per pubblicare il magazine ufficiale della Formula 1, tant’è che F1 Racing di Motorsport Network s’è dovuta riciclare in GP Racing. Poi evidentemente qualcosa è andato storto. Non è chiaro cosa, probabilmente c’entra la pandemia.

Ma siccome chiarimenti dall’editore non ne arrivano, allora la Formula 1 come società – e cioè Liberty Media – che quel magazine l’ha avallato e strillato, diventa fatalmente il punto verso il quale convergono le rimostranze dei tifosi sugli ordini inevasi e sugli abbonamenti.

A loro, la Formula 1 su Twitter e Facebook risponde di rivolgersi a una casella interna di posta elettronica, che invece si occupa soltanto di app e quindi chiude subito il ticket. Con tanti saluti.

Per cui è anche impossibile verificare quella risposta privata che più d’uno ha condiviso sui social. E che tutto sommato non è inverosimile: l’editore è venuto meno a certi impegni, la licenza gli è stata revocata per proteggere il marchio e la proprietà intellettuale. Cioè: la rivista è già morta, appunto.

Liberty Media,