#EnoughIsEnough, un weekend senza social: la protesta del calcio inglese raggiunge la Formula 1

venerdì 30 aprile 2021 · Mass media

La protesta parte dal calcio inglese dove la situazione è più critica che altrove: uno studio di Football Against Racism in Europe, la rete che lavora per contrastare la discriminazione nel calcio europeo, calcola che due terzi dei tweet di stampo razzista indirizzati a calciatori coinvolti negli ottavi di finale in Champions League ed Europa League sono ancora online sei mesi dopo le segnalazioni. E che solo il 30 per cento degli account incriminati vengono chiusi o sospesi.

I social network sono vulnerabili. E soprattutto indolenti, non fanno abbastanza per contrastare il fenomeno della contaminazione delle interazioni virtuali e del cyberbullismo sotto ogni forma, nonostante anche il governo inglese abbia minacciato sanzioni. Dal comunicato della Premiere League:

We want social media companies to do more to prevent the online discriminatory abuse received by players and many others across the world, which goes without any real-life consequences for the perpetrators.

Di qui la mozione di protesta: sotto l’hashtag #EnoughIsEnough scatta questo lungo weekend di silenzio – dal 30 aprile alla sera del 3 maggio – che lascia al buio milioni di follower di giocatori, società e istituzioni su Facebook, Instagram e Twitter.

Ma l’inquinamento chiaramente non riguarda solo il calcio, per cui il blackout raggiunge anche altri ambienti, inclusa la Formula 1.

Aderiscono Bottas, Gasly, Latifi, Leclerc, Norris, Ocon, Perez, Ricciardo, Russell, Sainz, Schumacher, Verstappen e chiaramente Hamilton che dall’anno scorso guida imperiosamente la lotta al razzismo dentro e fuori dal paddock. Malgrado qualche svicolata troppo diplomatica. Prima di spegnere Twitter scrive:

There is no place in our society for any kind of abuse, online or not, and for too long it’s been easy for a small few to post hate from behind their screens.

While a boycott might not solve this issue overnight, we have to call for change when needed, even when it seems like an almost impossible task.

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