Quella remuntada di Alonso (e Schumacher) nel 2012 a Valencia, prima che il circuito sparisse per sempre

giovedì 24 giugno 2021 · Amarcord

Il campionato entra nella fase più accesa, è il 24 giugno del 2012, Alonso sulla Ferrari trionfa al porto di Valencia partendo undicesimo. E ribaltando ogni pronostico, inclusi i suoi: “Il podio è fuori portata, perderemo contatto anche in classifica”.

Invece è il primo a conquistare due corse nella stagione che fino al Canada conta sette vincitori diversi su sette gare: “La vittoria più bella – dice Matador – dal punto di vista delle sensazioni”.

Per la Spagna che sta penando per la crisi finanziaria, è un momento d’oro nello sport: Nadal ha appena vinto il settimo Roland Garros in finale di nervi contro Djokovic, la nazionale di calcio ha conquistato la semifinale dell’Europeo che poi vincerà per 4-0 sull’Italia. Sempre Alonso: “Sentivo che dovevo fare qualcosa anche io”.

Rimonta alla grande pure Schumacher sulla Mercedes, da dodicesimo a terzo, conquista l’unico podio della seconda carriera, a 43 anni e mezzo è il più anziano a podio in epoca moderna; tra parentesi, il record assoluto è lontanissimo, di Fagioli, dieci anni più vecchio.

Vettel invece si ritira, la sua Red Bull si ammutolisce mentre è in testa, il team entra nell’incubo del surriscaldamento degli alternatori di Magneti Marelli, una rogna che si ripresenta a Monza e minaccia il mondiale.

L’affluenza di pubblico è insignificante, l’amministrazione ha 50 milioni di euro di debito verso Ecclestone, allora Valencia si dilegua, il circuito che Tilke ha disegnato nel 2008 sprofonda nel degrado assoluto, abbandonato alle intemperie e saccheggiato dai vandali.

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