Dai successi sulla Ferrari alla guerra con Jones, la carriera senza alloro del gaucho triste

domenica 11 luglio 2021 · Amarcord

Mercoledì la malattia ha vinto Carlos Reutemann, le sue condizioni si erano aggravate a maggio. All’età di 79 anni è morto l’unico argentino che dopo Fangio abbia combattuto per il titolo mondiale di Formula 1.

La sua carriera resta una sequenza disordinata di successi e delusioni. Sulla Brabham a Buenos Aires nel 1972 è in pole al suo primo Gran Premio, di fronte al suo pubblico e di fronte al suo presidente, non ha le gomme giuste, arriva settimo con due giri di ritardo. Per vincere devono trascorrere due anni.

Nel 1976 è in Ferrari, la squadra lo convoca dopo l’incidente di Lauda e poi lo conferma per gli anni avvenire. E lui sulla rossa a Interlagos nel 1977 conquista la sua affermazione più dura, in una cappa di caldo soffocante, in una corsa che finiscono solamente in sette, tre a pieni giri.

Ancora sulla Ferrari, a Jacarepagua nel 1978 è lui a dare a Michelin la prima vittoria in Formula 1: parte ottavo, con lo stesso treno di pneumatici fa qualifiche e gara.

Corre un anno in Lotus, dopodiché entra in Williams. Là trova la migliore occasione per il titolo. È il 1981, un anno di veleni che iniziano a Jacarepagua, dove il muretto espone il cartello per chiedere lo scambio di posizioni al vertice, Reutemann sostiene di non vederlo, rifiuta di lasciare la vittoria a Jones che si ribella e diserta la premiazione sul podio.

Williams non stira le tensioni, a Las Vegas all’ultima gara dell’anno consente a Jones di imporre le direttive malgrado in squadra sia Reutemann a giocarsi il mondiale. Quella di Jones è una passeggiata verso una vittoria che non conta nulla, una rivincita personale per le discordie di un anno. Reutemann invece perde una marcia dietro l’altra, Piquet gli soffia il titolo per un punto.

Quello resta il fotogramma più rappresentativo del gaucho triste, “tormentato e tormentoso” come l’aveva bollato Ferrari che nel 1982 gli offre un’altra chance alla morte di Villeneuve. Il contratto non lo firmano, l’opinione di Patrick Head è che ormai il cuore di Reutemann fosse già altrove. Magari al rally e all’agricoltura, a cui si dedica prima di passare in politica, l’ultimo campo in cui vince, nel 1991 alle elezioni per il governo della provincia di Santa Fe.

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