Il destino picchia Massa il 25 luglio: dalla molla di Barrichello all’ordine di scuderia per Alonso

domenica 25 luglio 2021 · Amarcord

C’è una Ferrari nella pila di gomme alla curva 4 della pista di Budapest, sono in corso le qualifiche del Gran Premio d’Ungheria, è il 25 luglio del 2009: Massa perde i sensi quando dalla Brawn di Barrichello salta la molla dell’ammortizzatore centrale che lo centra sul casco con precisione diabolica.

Un oggetto che non pesa nemmeno un chilo, a 200 all’ora è un proiettile da novanta. Bollettino: trauma cranico con frattura ossea nella zona sovraorbitale sinistra, ma nessuna lesione cerebrale.

L’ufficio stampa della Ferrari all’inizio con sufficienza dice: “È un piccolo taglietto”. Massa invece resta lontano dalle corse fino al 2010. Racconterà:

Vedo quella data come una rinascita. A cambiare è stato il mio rispetto della vita. Ho avuto dimostrazioni importanti da parte di tanti veri amici, e posso confermare che quello che la Ferrari ha fatto per me è stato davvero molto bello.

Montezemolo là cerca il ritorno di Schumacher, poi ripiega. Prima su Badoer, che non è un fulmine, quindi su Fisichella, che comunque non vede mai i punti. Così la Ferrari fallisce l’ultimo obiettivo e chiude quarta nel mondiale.

Ma se il 21 ottobre è il giorno sfortunato di Alain Prost che ci perde due mondiali, il 25 luglio evidentemente è quello di Massa. Perché dal dramma di Budapest passa un anno esatto e il destino lo vuole ancora protagonista percosso. Nel morale, stavolta: è il 25 luglio 2010, la Ferrari lo chiama via radio mentre è al comando del Gran Premio a Hockenheim, gli fa notare che “Fernando è più veloce”, l’obbliga implicitamente a rallentare per lasciarsi passare.

È un gioco di squadra troppo scoperto per il quale la Ferrari subisce un’inchiesta che a settembre si chiude con un nulla di fatto e prima della fine dell’anno porta la Fia a liberalizzare gli ordini di scuderia.

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