Hanoi, New York, Roma e gli altri: quei Gran Premi già pronti che la Formula 1 non ha mai disputato

mercoledì 6 ottobre 2021 · Amarcord

La pista c’è, il contratto anche, ma il Gran Premio del Vietnam non si fa, forse mai si farà per una serie di motivi politici e finanziari. Alla storia resta l’edizione virtuale che s’è corsa nel 2020 in pieno lockdown. Ma quello di Hanoi non è l’unico caso di una gara teoricamente e praticamente già pronta che invece non vede mai la luce. Eccone altri cinque.

Bangkok, Tailandia. Il tracciato promette la velocità di Monza… con le vie di fuga di Singapore. Ma tocca scenari da favola a cui la prospettiva della gara in notturna aggiunge altro fascino. L’investimento è governativo per il 60 per cento, gli altri fondi arrivano dai privati, principalmente la Red Bull tramite una compagnia locale che ne detiene il marchio. Ecclestone infila la gara in calendario per il 2015, invece gli ambientalisti mettono il freno.

Luanda, Angola. Il circuito è di Lolo Cornelsen, lo stesso progettista di Estoril e Jacarepagua. Apre nel 1972, rappresenta il maggiore investimento sportivo nel continente. Ha tutte le carte in regola per entrare nel calendario, invece in quegli anni inizia nel paese una guerra civile lunghissima dopo l’indipendenza dal Portogallo. Diventa una base di addestramento militare e riapre solo nel 2007, per eventi di portata locale.

Port Imperial, New Jersey. Sboccia nel 2011 l’idea di una corsa su un tracciato non permanente con vista su New York, un circuito cittadino a Weehawken che sfrutta le arterie a quattro corsie accanto all’Hudson. Il contratto vale per dieci anni, ma il comitato di promozione non trova mai i soldi che ha promesso.

Roma, Italia. Per Ecclestone l’intesa con la città eterna è cosa fatta: “Avremo 20 Gran Premi, Roma debutterà nel 2013”. L’idea non è una novità assoluta, il Campidoglio riprende una proposta del 1985 che aveva trovato i favori anche di Enzo Ferrari. Poi si mette di mezzo la politica, nasce una disfida di quartiere con Monza, finisce che Ecclestone tira una linea, ufficialmente nell’ottica del “contingentamento delle gare a livello nazionale e internazionale” dietro richiesta delle squadre. Roma dal 2018 ripiega sulla Formula E, con la pista dell’Eur tra il colosseo quadrato e via Cristoforo Colombo.

Zhuhai, Cina. L’autodromo viene inaugurato con una gara di endurance il 3 novembre del 1996: è la prima pista permanente in Cina, i progettisti sono gli stessi dello stradale di Adelaide. C’è un’intesa preliminare con Ecclestone per avere la Formula 1 già nel 1999, la Fia invece non approva mai l’impianto. Il primo Gran Premio di Cina così slitta al 2004, a Shanghai però.

Autopromozione. La storia della Formula 1 giorno per giorno è Appunti di corsa, in print-on-demand oppure ebook su ilmiolibro.it.

Ecclestone, Ferrari, Formula E, Hanoi, Port Imperial, Red Bull, Roma, Shanghai,