Non solo soldi, soprattutto governance: perché Andretti non ha più comprato la Sauber

giovedì 4 novembre 2021 · Mercato

Era atteso per il weekend del Gran Premio degli Stati Uniti l’annuncio dell’accordo tra Michael Andretti e la Sauber per la compravendita della squadra che gareggia come Alfa Romeo. La rete lo dava già chiuso, per chi avessero ingaggiato – insieme a Bottas che ha già firmato – c’era pure un nome, Colton Herta, il figlio di Bryan, dall’Indycar.

Invece la trattativa s’è arenata e non c’è verso di riprenderla. Non una questione finanziaria, di governance piuttosto. Andretti attraverso la stampa americana fa sapere:

Don’t believe the rumours you were hearing about why it didn’t happen. It had nothing to do with financial or anything like that. It was more having to do with control issues.

Unfortunately at the 11th hour control issues changed and it was a deal we had to step away from because we couldn’t accept it. I always said that we’re only going to do it if it’s right for us and in the end it wasn’t right for us.

Semplificando: Andretti comprava la proprietà, la Sauber voleva tenersi la gestione. Di qui la fumata nera. E tra le righe, la delusione per il mancato sostegno da parte di Liberty Media che secondo Andretti poteva fare un passo verso la mediazione in modo da trovarsi sullo schieramento una seconda squadra americana:

I think they would like it, obviously, because they’re really pushing the American market. But they weren’t doing anything to help us. It would have been a huge story. It’s a shame it didn’t work out but I don’t give up.

Bandiera bianca, mai. Tant’è che questo non è nemmeno il primo tentativo di sbarco in Formula 1: Andretti nel 2018 già negoziava con Force India prima che diventasse Racing Point; prima ancora, aveva fatto un’offerta all’Haas. Non c’è mai andato così vicino come stavolta.

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