Fattore Tsunoda, colpe vere e presunte: perché la Red Bull s’è fumata una chance per la pole

sabato 6 novembre 2021 · Gran Premi

Dati alla mano, doveva essere un bagno di sangue per la Mercedes la qualifica di Città del Messico dopo lo strapotere della Red Bull in tutte le sessioni di prove libere. E invece è arrivato il twist che non t’aspetti e non s’apettavano nemmeno loro. Dice Hamilton:

They were six tenths ahead at some stage and then four tenths ahead. But whatever happened, once we got to qualifying all of a sudden we had better pace. I’m just as shocked as everyone, but we’ll still take it.

Wolff stringe i pugni come avesse vinto: prima fila completa con pole di Bottas, la Red Bull è dietro. Non c’entra, dicono dal box delle lattine, il rattoppo dell’ultimo minuto sull’ala posteriore. C’entra, piuttosto, nient’altro che l’episodio dell’ultimo run, dove Perez e Verstappen vengono presi in contropiede da un lungo di Tsunoda, che vuole dare strada alla curva 10 e si butta nella via di fuga.

Perez è preso alla sprovvista e stecca la frenata, Verstappen vede una nuvola di polvere e si fuma il giro. Il punto di Horner, che conia un neologismo:

We got Tsunoda’d. Both drivers were up on their last lap. Max was up two and a half tenths, I think Checo was just under two tenths up and I don’t understand why Tsunoda was just cruising around at that part of the circuit.

Cita i vantaggi che il muretto legge dalla telemetria, e forse li pompa. Perché nei rilievi ufficiali risulta solo il confronto nel primo settore, dove Perez passa a 38 millesimi dalla pole, Verstappen a 66. Non è il gap che dà Horner, ma prova che in linea teorica la pole fosse fattibile.

Questo non incrimina Tsunoda, che veniva costantemente avvisato via radio per non intralciare i big. Infatti l’Alpha Tauri fa quadrato, dice Tost:

He didn’t make a mistake. He deliberately went to the side not to disturb them or not to be in front. To be honest, I absolutely don’t understand why Perez went also off the track there.

Tsunoda in parco chiuso si sente braccato. E preoccupato: “Perché dovrò dare spiegazioni”. Alla Red Bull, ovviamente. Non ai commissari, che non ravvisano nemmeno l’impedimento, perché per loro è un malinteso e basta. Fra due squadre gemellate, tra l’altro.

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