Schumacher contro Hakkinen, nel 1990 inizia a Macao una rivalità monumentale

giovedì 25 novembre 2021 · Amarcord

Il mondiale di Formula 1 è terminato tre settimane prima, il titolo l’ha vinto Senna che s’è fatto giustizia da solo contro Prost alla prima curva di Suzuka. Il mondo non può ancora saperlo, ma fuori dai confini della Formula 1 sta nascendo un’altra rivalità monumentale.

Si corre il Gran Premio di Macao del 1990, è il 25 novembre, all’ultimo giro Michael Schumacher è in testa su Mika Hakkinen. Che ha più birra e cerca il sorpasso prendendogli la scia in rettilineo: “Lui era lento, io lo tallonavo, mi sono spostato per sorpassarlo e ho visto il suo sguardo nello specchietto”.

Si sposta anche Schumacher, c’è il tamponamento: Hakkinen va a muro, scaglia a terra i guanti, rabbioso; l’altro continua senza ala posteriore e vince lo stesso. Davanti a Salo e Irvine, per la cronaca.

Le nuove puntate si giocano su un campo più alto. Nel 1998, in palio c’è qualcosa che vale più della classica di Macao, la tensione taglia le gambe a Schumacher che sciupa la pole in Giappone, lascia spegnere la Ferrari al via e deve partire dal fondo. La rimonta s’infrange al giro 31 sui detriti dell’incidente tra Tuero e Takagi. Mentre Hakkinen fila in pace verso la vittoria e si laurea campione sulla McLaren.

L’anno dopo, Schumacher nella lotta non c’è, fa il gregario di Irvine al rientro dall’incidente in cui si frattura tibia e perone della gamba destra. Il corpo a corpo è rinviato al 2000, è condensato nella sfida sopra il Kemmel di Spa, dove Hakkinen si mangia Schumacher nel doppiaggio di Zonta. In quel fotogramma che i cronisti strillanti sono convinti di rivedere ogni volta che tre auto da corsa si fanno un rettilineo a fianco a fianco.

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