Colpo su colpo, inclusi quelli proibiti: da Sakhir ad Abu Dhabi, tutto il match fra Hamilton e Verstappen

martedì 28 dicembre 2021 · Amarcord

Un infinito match di boxe senza esclusione di colpi, un corpo a corpo lungo nove mesi e oltre seimila chilometri. Osserva Ecclestone: “Una sfida del genere l’abbiamo aspettata per otto anni”.

Il prologo, ai test di Barcellona: soffre la nuova Mercedes, fa pochi chilometri e rompe il cambio. Ma all’appuntamento coi primi punti dell’anno Hamilton c’è, strategia, lavoro di squadra e applicazione delle regole fanno la differenza a Sakhir. Verstappen incassa, ma risponde a Imola. Il copione si delinea: il mondiale si gioca punto su punto, colpo su colpo.

Silverstone è il punto di non ritorno, Hamilton alla Copse manda Verstappen a muro e fa scoppiare la pentola. Il livello della sfida si alza, Verstappen a Monza non molla un centimetro e gli monta sull’halo, che fa ancora una volta il suo dovere e regge l’urto.

È una partita che si gioca su tutti i livelli, dentro la pista e dentro gli uffici della Fia. A maggio parte la caccia ai furbetti dell’ala flessibile, tempo un mese e gli incidenti di Baku inducono il giro di vite anche sulle verifiche delle gomme; ancora, Parigi rivede le direttive sui pit stop. Sulla carta, chi ci rimette di più è la Red Bull che sta giocando col fuoco.

Per cui dopo l’estate Horner cerca pure lui un appiglio per un reclamo contro Stoccarda. Non lo trova, oppure non ha prove credibili, sulla sospensione posteriore e sull’apertura del drs. Che comunque viene giudicato non conforme a Interlagos, dove Hamilton rimonta tutto lo schieramento fra qualifica sprint e gara.

Là il re nero trova la marcia in più, ne vince tre di fila e rimette in pareggio il campionato a Gedda, dove Verstappen infila una furbata dietro l’altra. Ad Abu Dhabi, è zero a zero e palla al centro per l’ultimo Gran Premio, tesissimo e rocambolesco, che assegna il titolo con un rovesciamento di fronte all’ultimo giro per un’interpretazione forzata delle regole da parte di Michael Masi, in funzione esclusiva dello spettacolo a scapito della serietà.

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