Le misure della Fia (e degli inglesi) dopo la guerra in Ucraina. E perché l’Haas rischia di chiudere

giovedì 3 marzo 2022 · Politica

Arriva nel paddock l’onda lunga della crisi internazionale. Martedì il consiglio straordinario della Fia ha confermato la cancellazione del Gran Premio di Sochi dietro richiesta di Liberty Media che a sua volta aveva sentito preventivamente le squadre ai test di Barcellona.

E Liberty va pure oltre, annulla con effetto immediato anche l’accordo per la gara di Igora che dal 2023 avrebbe ricevuto il testimone da Sochi. Vettel già aveva fatto sapere che lui il Gran Premio di Russia l’avrebbe boicottato. Ammesso che abbia potuto, perché su un punto, in fondo, ha ragione Bernie Ecclestone: “Decidono le squadre, non i piloti”.

Nessuna restrizione invece sulla partecipazione dei piloti di passaporto russo negli appuntamenti sotto giurisdizione della Fia, a patto che gareggino “in neutralità”, scrive la Fia, e quindi senza bandiera. Ma restano escluse da ogni gara le squadre di licenza russa.

In effetti la Fia respinge in parte le raccomandazioni del Comitato olimpico internazionale che voleva fossero banditi russi e bielorussi da tutte le competizioni. Kvyat aveva detto: “È sbagliato prendersela con gli atleti, proprio nello sport poi, che deve unire anziché dividere”.

Misura restrittiva che comunque la federazione del Regno Unito approva per tutti gli eventi sul territorio. Questo significa che allo stato attuale Mazepin è automaticamente escluso dal Gran Premio a Silverstone.

Ad ogni modo, le ripercussioni più serie del pacchetto di sanzioni che l’America e l’Europa hanno intenzione di applicare contro la Russia rischia di subirle l’Haas. Che ai test ha già rimosso i colori russi che un anno fa pure avevano creato un caso. Il team si regge ancora sui finanziamenti dell’industria di fertilizzanti del papà di Mazepin, i loghi già sono spariti, ma resta da sciogliere un nodo che può condurre la squadra al tracollo per via del blocco delle transazioni.

La conferma indiretta di quanto l’Haas dipenda dai soldi russi viene dal fatto che il papà di Mazepin l’anno scorso ha minacciato di ritirare la sponsorizzazione e l’ha avuta vinta per imporre la sua linea: è notizia freschissima, la quarta stagione di Drive to survivesu Netflix dall’11 marzo – in un episodio mostra come Mazepin senior abbia preteso che l’Haas scambiasse il telaio del figlio con quello di Schumacher, nel sospetto che ci fossero assetti diversi dietro lo scompenso di prestazioni. Poi la pista gli ha dato torto.

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