Monaco, le qualifiche: l’autoscontro del Portier… e quella sanzione che Marko voleva per Leclerc

sabato 28 maggio 2022 · Gran Premi

È arrabbiatissimo Sainz: “È il secondo anno consecutivo che non posso giocarmi la pole per una bandiera rossa”. Pensa al 2021, all’epoca fu per via dell’incidente di Leclerc alla piscina, stavolta la causa è un autoscontro in cui è coinvolto pure lui.

Succede che Perez picchia al Portier prima dell’ingresso nel tunnel: “Quella curva mi ha dato problemi per tutta la qualifica, ho cercato di anticipare l’ingresso per andare prima sul gas, ma non c’era aderenza”. Tempo 6 secondi e Sainz per frenare s’intraversa e lo centra: “Ho visto la bandiera gialla, sono andato sul freno per evitarlo, non c’è stato verso”.

La pista è bloccata, anche perché poco più sopra c’è Alonso a muro al Mirabeau: “E mi devo scusare con la squadra, perché quest’anno col tetto di spesa ogni errore pesa anche di più”.

La qualifica finisce là, con la pole position a Leclerc che stava ulteriormente limando il crono personale. Di quattro decimi almeno, sostiene lui: “Nonostante il retrotreno non fosse stabile”.

A seguire: Sainz, Perez e Verstappen. Che è quello con il rimpianto più grande. Via radio dice: “Non dovrebbe essere permesso. Altrimenti, tanto vale che fai il tuo giro e poi la metti nel muro”. Si riferisce all’ipotesi che qualcuno con una strategia spregiudicata possa fare il tempo e poi congelare la classifica con un incidente da bandiera rossa. O perlomeno gialla, come Rosberg nel 2014 e Schumacher nel 2006. Ma un sospetto era venuto anche l’anno scorso su Leclerc, che se ci ha messo intenzionalità è stato pure pollo, a vedere com’è andata dopo.

Verstappen a freddo ridimensiona, riconosce che la Red Bull il potenziale per fare la pole comunque non ce l’aveva: “Leclerc era troppo forte. Ma per la seconda posizione me la potevo giocare”.

A covare rancore resta solo Helmut Marko, ripesca un episodio minore per invocare una sanzione a Leclerc che in Q2 supera la postazione della pesa quando viene chiamato ai controlli a campione. La Ferrari lo avverte in tempo e lo spinge indietro, ma secondo Marko, “la penalità ci sta, per coerenza con le categorie minori”. Penalità che eventualmente sarebbe una multa e nient’altro. Ad ogni modo, Marko parla solo a mezzo stampa, nemmeno lui è tanto folle da credere al ricorso.

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