Quel patto tra l’Ingegnere e l’Avvocato: così Enzo Ferrari passava il 40% alla Fiat di Gianni Agnelli

sabato 18 giugno 2022 · Amarcord

Due anni di negoziati, poi Enzo Ferrari – l’Ingegnere – stipula con Gianni Agnelli – l’Avvocato – il patto che cede per 18 milioni di dollari il 40% della squadra alla Fiat. Secondo i termini dell’accordo, un altro 50% della proprietà deve passare a Torino alla sua morte, il 10 invece deve restare a Piero Ferrari.

È il 18 giugno del 1969, nell’operazione il Drake conserva ciò che Ford gli rifiutava: il controllo esclusivo delle operazioni sportive. Risale al 1963 quella trattativa tormentata e infruttuosa con gli americani che arrivano a offrire fino a 10 milioni di dollari. Piero Ferrari svela:

A mio padre non era entrato ancora in testa il concetto di budget. Voleva libertà di movimenti, in tutti i sensi, anche per il montante di spesa. Invece Ford voleva inserire una clausola che prevedesse la sua autorizzazione. Papà s’infuriò, in pochi minuti mandò tutto per aria.

I primi segni tangibili dei rapporti col Lingotto sono l’espansione dello stabilimento di Maranello e la costruzione del circuito privato di Fiorano nel 1971, un banco di prova che Ferrari reputa centrale per ricerca e sviluppo:

Da questo momento in poi, nessuna Ferrari affronti la pista o la produzione di serie senza che abbia superato a pieni voti l’esame a Fiorano.

Per 775 milioni di euro, la Fiat nel 2002 vende a Mediobanca il 34% della Ferrari. Lo riscatta nel 2013, con una plusvalenza consolidata di oltre 150 milioni di euro. Ecclestone nel 2006 ci aveva messo gli occhi addosso: “Ma dipende da quanto vogliono”. Volevano troppo, Bernie aveva mollato l’osso. Con un’ammissione: “Due cose non perderanno mai valore. La Formula 1 come prodotto e la Ferrari come marchio”.

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