A testa in giù senza il roll bar: così l’halo ha salvato la testa di Zhou a Silverstone

martedì 5 luglio 2022 · Gran Premi

Ci sono almeno duecento metri fra il punto in cui l’Alfa di Zhou si ribalta e il guard rail dietro il quale si infila, oltre la via di fuga della prima curva, duecento metri che Zhou si fa a testa in giù senza il roll bar.

Wurz a nome del sindacato dei piloti prevede un confronto con la Fia, presumibilmente una nuova normativa sui crash test. Da Twitter:

Last time, as far as i remember, an F1 roll hub collapsing was with Pedro Diniz, (at) Nurburgring 99, jumping over me. This led to stricter crash tests, requested by GPDA, swiftly executed and implemented by the FIA. Dear Mister President, please check your inbox, we got more work to do.

Il fatto impressionante è che il roll bar si disintegri immediatamente nell’impatto al suolo, quando invece è progettato e testato per reggere un carico verticale di 11 tonnellate e uno laterale di quasi 7.

Alla fine, è solo grazie all’halo che Zhou porta a casa la pelle. L’halo che scava letteralmente un solco nell’asfalto, c’è un documento di Craig Slater su Twitter. L’halo che in cinque anni ha salvato – con ogni probabilità – diverse teste in diverse dinamiche: Leclerc a Spa nel 2018, Grosjean a Sakhir nel 2020, Hamilton a Monza nel 2021, Makino e Nissany in Formula 2. Perciò la Formula 1 domenica sera twittava:

Today was a reminder that F1 remains a high-speed, high-risk sport that is always right on the edge.

Jean Todt rilanciava. Soprattutto, ribadiva un punto:

Glad I followed my convictions in imposing the halo, despite a strong opposition!

Il paradosso è che Zhou è uscito immediatamente dal centro medico, Albon invece per un incidente minore ha dovuto fare dei controlli approfonditi a Coventry.

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