Media oraria, il calcolo: perché Suzuka è risultata la gara più lenta della storia… ma non lo è

mercoledì 12 ottobre 2022 · Statistiche

Una media oraria da passeggiata della domenica: Verstappen a Suzuka si è aggiudicato il Gran Premio del Giappone all’andatura blanda di 53 chilometri all’ora, la più bassa in tutta la storia della Formula 1.

È una statistica che va presa cum grano salis perché sotto c’è chiaramente un’incongruenza numerica: il regolamento della Formula 1 stabilisce che il cronometro in caso di sospensione della gara non va fermato, per cui tecnicamente nella durata temporale della corsa è inclusa anche l’interruzione.

Questo comporta che il calcolo brutale della media oraria distribuisca i 28 giri effettivi di gara – che corrispondono a circa 162 chilometri – su un arco lordo di 3 ore.

Di qui il risultato: 53.583 chilometri all’ora. Al netto, la corsa invece è durata 50 minuti scarsi, il che darebbe una media più rappresentativa, qualcosa intorno ai 190 all’ora. Più da Formula 1 che da passeggino.

Era capitato lo stesso nel 2011 a Montreal: oltre 4 ore di gara, pure in quel caso con una bella pausa per bandiera rossa di mezzo, alla media di 75 all’ora, il numero più basso prima di Suzuka. Tra l’altro, allora per regolamento si poteva arrivare anche a 4 ore tra il via e la bandiera a scacchi.

In definitiva, la vera corsa più lenta della storia resta il Gran Premio di Monaco del 1950, che Fangio vince a 98.7 chilometri orari. Un conto sul quale non pesa alcuna interruzione, se non il tipo di pista… e l’epoca.

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