Quella carognata da cartellino nero di Schumacher contro Villeneuve a Jerez nel 1997

mercoledì 26 ottobre 2022 · Amarcord

C’è un mondiale che volge al termine, il 26 ottobre del 1997 il circuito di Jerez deve decidere le sorti della sfida enfatica e sanguigna fra Michael Schumacher e Jacques Villeneuve, il messia che deve portare la Ferrari fuori dalla secca contro il figlio d’arte che viene dagli ovali. Un copione perfetto per Drive to Survive, se all’epoca fosse già esistita Netflix.

È iniziata male la stagione del Cavallino, ma certe vaccate della Williams l’hanno raddrizzata e rimessa in pareggio. Come in pareggio perfetto si chiude la qualifica, dove Villeneuve, Schumacher e Frentzen fanno lo stesso tempo per la pole, preciso al millesimo, 1:21.072. Villeneuve l’ha marcato per primo e da regolamento ha lui la pole.

Sembra tutto fatto apposta per apparecchiare la tensione dell’ultimo combattimento. Che Max Mosley spera sia leale e cristallino dopo un anno avvelenato.

Invece la corsa serve il piatto più sgradito: giro 48, curva Dry Sac, la Ferrari sta calando il ritmo, Villeneuve cerca il sorpasso all’interno, Schumacher risponde con una carognata da bollino nero, una sportellata per chiudere i giochi a suo favore prima della bandiera a scacchi e difendere il vantaggio nel mondiale.

Gli va male, si ritira lui solo. Villeneuve a quel punto non ha più motivo di tirare, cede il passo alle McLaren di Hakkinen e Coulthard all’ultimo giro, quando Jock Clear alla radio gli sussurra: “Non deludermi, ne abbiamo discusso”. Praticamente la Williams restituisce quello che secondo le intercettazioni prodotte dalla Ferrari è il favore per una torbida alleanza trasversale che doveva frenare Schumacher.

La Fia in quelle conversazioni non riconosce illecito. E comunque Norberto Fontana spiffera che il gioco sporco l’ha chiesto anche Jean Todt alla Sauber che monta il motore del cavallino: “Dovevamo dare fastidio a Villeneuve se fosse capitato dalle nostre parti”.

Schumacher viene depennato dalla classifica del campionato, le sanzioni non vanno oltre perché viene esclusa la premeditazione. Resta il danno, soprattutto morale.

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